(AGENPARL) - Roma, 6 Novembre 2026 - "Il Governo ammette di aver approvato un disegno di legge sul Codice dei crimini internazionali il 16 marzo 2023. Ma da allora quel testo è rimasto fermo e ieri il sottosegretario in question time in commissione non è stato in grado di indicare una data per ripartire. La sua risposta parla di ulteriori valutazioni tecniche e politiche: dopo tre anni, è un rinvio senza scadenza". Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, dopo il question time in Commissione Giustizia.
"Ricordo – continua la dem – che il testo di codice dei crimini internazionali approvato dal CDM nel 2023 era già una versione ridotta: il Governo aveva rinviato a un provvedimento successivo i crimini contro l'umanità e il genocidio. Quel provvedimento non è mai arrivato. Oggi non c'è nemmeno la versione ridotta."
"In Commissione Giustizia – sottolinea – sono all'esame tre proposte di legge, presentate da gruppi diversi, che riprendono il lavoro della Commissione ministeriale Palazzo-Pocar. Se il Governo non ha un testo, lasci lavorare il Parlamento: esprima i pareri e non ostacoli l'iter. Sono passati anni in cui quel provvedimento sarebbe servito. Se il nostro ordinamento avesse avuto strumenti più adeguati, il caso Almasri avrebbe potuto essere gestito diversamente, o forse avremmo avuto più strumenti per sanzionare i crimini commessi dai coloni israeliani in Cisgiordania."
"A dicembre l'Italia si presenterà all'Assemblea degli Stati parte dopo che la Corte penale internazionale ha deferito il caso di mancata cooperazione. E lo farà senza una disciplina organica che consenta ai giudici italiani di perseguire i crimini contro l'umanità. Il disimpegno politico di questo Governo nella persecuzione dei crimini internazionali fa vergognare e non fa onore alla nostra storia", conclude Scarpa.