(AGENPARL) - Roma, 6 Novembre 2026 - Antitrust: concorrenza stabile in Italia, ma resta limitato il ricambio
delle imprese leader
Il Rapporto AGCM-Banca d'Italia rileva condizioni concorrenziali stabili
ma una mobilità limitata ai vertici dei mercati. Favorire l'ingresso e la
crescita di nuovi operatori può sostenere innovazione e competitività.
Le condizioni concorrenziali dell'economia italiana sono rimaste
sostanzialmente stabili tra il 2010 e il 2023: non emerge un aumento
generalizzato del potere di mercato delle imprese. Permangono però
comparti molto concentrati e un ricambio limitato nelle posizioni di
vertice.
È il quadro che emerge dal Rapporto "Lo stato della concorrenza in
Italia", presentato oggi a Roma dall'Autorità garante della concorrenza e
svolgimento in PiazzaVerdi.
Il Rapporto offre una lettura integrata di tre dimensioni della
concorrenza: margini delle imprese, concentrazione del fatturato e
dinamismo imprenditoriale. L'aumento del markup, ossia il rapporto tra
prezzi praticati e costi di produzione, è stato moderato e ha riguardato
soprattutto comparti che all'inizio del periodo presentavano margini più
bassi. La concentrazione del fatturato, cresciuta durante la crisi del
debito sovrano, nel 2023 è tornata su livelli prossimi a quelli iniziali.
Questi risultati mostrano una situazione diversa da quella di altri Paesi,
soprattutto degli Stati Uniti, dove l'aumento dei margini delle imprese e
la crescente concentrazione del mercato segnalano un possibile
indebolimento della concorrenza.
In Italia, tuttavia, il rinnovamento imprenditoriale è stato frenato da
una dinamica demografica sfavorevole: per gran parte dello scorso decennio
le imprese che hanno chiuso sono state più numerose di quelle nate, una
tendenza che si è invertita solo dal 2021. Dal Rapporto AGCM-Banca
d'Italia emerge anche che le posizioni di vertice restano occupate in
larga parte dalle stesse imprese, pur con segnali di maggiore ricambio
negli ultimi anni. Un sano funzionamento dei mercati richiede l'ingresso
di nuove imprese e la crescita di quelle più produttive. Rimuovere gli
ostacoli a questi processi può rafforzare gli incentivi all'innovazione e
all'efficienza, con benefici per la produttività, la crescita e i
consumatori.
Roma, 5 novembre 2026
Testo del Rapporto
