(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2026 - Provincia di Teramo – Comunicato agli organi di informazione
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Provincia di Teramo
======== Comunicato agli organi di informazione =============================
——– A Teramo il Convegno annuale dell'Associazione dei Costituzionalisti Italiani. Nei saluti il presidente D'Angelo richiama il "paradosso" delle Province.
*"Riconosciute dalla Costituzione, sono state modificate da una legge ordinaria mai recepita da nessuna revisione costituzionale".*
Teramo, 23 ottobre 2026. Oggi e domani l'Università degli Studi di Teramo ospita il Convegno annuale dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti. Un appuntamento di particolare rilievo nel panorama degli studi giuridici e di un evento significativo per l'Ateneo teramano, per la provincia di Teramo e per la Regione Abruzzo.
Il presidente della Provincia, Camillo D'Angelo, nei suoi saluti, ha colto l'occasione per sottolineare il paradosso istituzionale dell'attuale condizione delle Province: "L'articolo 114 della Costituzione riconosce le Province come enti costitutivi della Repubblica, insieme ai Comuni, alle Città metropolitane, alle Regioni e allo Stato. Eppure oggi le Province vivono una condizione istituzionale ibrida e confusa.
La legge Delrio del 2014 ne ha profondamente modificato l'ordinamento, nella prospettiva di una successiva revisione costituzionale che non si è mai realizzata.
Il risultato è che *abbiamo enti che la Costituzione continua a riconoscere, ma ai quali una legge ordinaria ha cambiato profondamente il sistema di rappresentanza e le condizioni di esercizio delle loro funzioni.*
Non intendo entrare nel merito delle numerose questioni aperte: ma credo che, proprio in questa sede, sia legittimo porre un problema di coerenza istituzionale e di qualità della democrazia. *Una condizione di transitorietà che si prolunga per oltre un decennio finisce per non essere più una transizione. Diventa un'anomalia strutturale.* E questa ambiguità non fa bene alle istituzioni ma soprattutto non fa bene al rapporto tra eletti ed elettori e, non fa bene alla democrazia che ha fra i suoi pilastri: la riconoscibilità delle responsabilità, la possibilità per i cittadini di esercitare un controllo su chi amministra, la chiarezza su chi decide e su chi deve rispondere delle decisioni".