(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2026 - Le risoluzioni sul documento di programmazione di finanza pubblica (DPFP)
evidenziano, al punto 20 (prima firmataria Cecilia Guerra), una prospettiva
cui i *Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata* plaudono
convintamente. Il punto 20 recita infatti: "[…] *a rinunciare
all'attuazione dell'autonomia differenziata, al fine di preservare l'unità
e la coesione nazionale ed evitare l'ulteriore ampliamento delle
disuguaglianze territoriali, nonché a garantire il rafforzamento degli
investimenti nel Mezzogiorno, assicurando che la conclusione del Piano
nazionale di ripresa e resilienza non determini una riduzione delle risorse
pubbliche destinate al contrasto dei divari territoriali e allo sviluppo
economico e sociale delle regioni meridionali, e a rifinanziare i
principali fondi e misure di incentivazione destinati al Mezzogiorno, a
partire dal Fondo perequativo infrastrutturale, assicurandone la piena
operatività e l'effettiva aggiuntività rispetto alla spesa ordinaria, con
particolare attenzione alle infrastrutture, alla sanità, ai servizi
essenziali, all'occupazione e al contrasto dello spopolamento delle aree
interne e dei comuni montani*".
Ringraziamo gli on. Maria Cecilia Guerra, Daniela Torto, Marco Grimaldi,
Davide Faraone e Riccardo Magi, perché riteniamo che questa netta presa di
posizione contro l'Autonomia differenziata rappresenti un punto di svolta
rispetto alla delicatissima fase in cui la lotta contro di essa si trova.
Solo qualche giorno fa, infatti, il Consiglio dei Ministri – su proposta
del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli – ha
Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l'attribuzione di
ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi
dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie
"protezione civile", "professioni" e "previdenza complementare e
integrativa" e nella materia "tutela della salute – coordinamento della
finanza pubblica". Il passaggio parlamentare, che segna la conclusione
dell'iter, potrebbe decretare la definitiva approvazione della devoluzione
ai Presidenti di quelle Regioni di potestà legislativa esclusiva di quelle
quattro materie. L'autonomia differenziata diverrebbe ufficialmente una
realtà.
La rinuncia all'attuazione dell'Autonomia differenziata, espressa in una
Risoluzione sul DPFP, è particolarmente significativa, perché firmata
unitariamente da esponenti di rilievo delle opposizioni parlamentari e
perché in modo inequivocabile rappresenta l'impegno a porre fine a questo
processo di disgregazione delle istituzioni repubblicane e di ulteriore
aggravamento delle disuguaglianze sociali e dei divari territoriali. Essa
implicitamente dice che, qualora le forze oggi all'opposizione dovessero
divenire maggioranza ed esprimere il nuovo governo, rinunceranno ad attuare
l'Autonomia differenziata. E porrebbero definitivamente fine all'ideazione
di un processo eversivo, destinato a penalizzare i più deboli. Per questo è
necessario fermare oggi i processi di devoluzione delle competenze
legislative, utilizzando tutti i mezzi politici e parlamentari affinché si
fermi l'iter di approvazione delle Intese. E, naturalmente, come extrema
ratio il ricorso alla Consulta. E, a proposito di ricorsi alla Corte,
rileviamo con grande soddisfazione l'annuncio del ricorso in Corte
Costituzionale da parte del presidente della regione Toscana Eugenio Giani
sul federalismo fiscale, iniziativa condivisa con altre regioni del centro
sinistra: Puglia, Campania ed Emilia-Romagna.
Per i Comitati e il Tavolo NOAD questa Risoluzione è un impegno assunto
dalle forze delle opposizioni in vista delle prossime elezioni politiche,
il cui programma deve prevedere la rinuncia '*all'attuazione dell'autonomia
differenziata, al fine di preservare l'unità e la coesione nazionale ed
evitare l'ulteriore ampliamento delle disuguaglianze territoriali*'.
È quanto diremo anche dal palco, a conclusione della manifestazione della
CGIL – anche tutte le forze associative continuino e rafforzino il loro
impegno contro il disegno secessionista dell'Autonomia differenziata e per
l'unità della Repubblica. Donne e uomini di questo Paese esigono e meritano
diritti per tutti/e, non privilegi per pochi.
*Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l'uguaglianza
dei diritti e l'unità della Repubblica e *
*Tavolo No AD*
