(AGENPARL) - Roma, 13 Ottobre 2026 - Il Premio Sveriges Riksbank per le Scienze Economiche in memoria di Alfred Nobel 2026 è stato assegnato agli economisti statunitensi Robert E. Hall e Michael Woodford per i loro contributi ai “fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica”.
Il loro lavoro ha contribuito a cambiare profondamente il modo in cui economisti, banche centrali e governi analizzano recessioni, inflazione e shock economici. Invece di basarsi soltanto sulle correlazioni tra grandi variabili aggregate, Hall e Woodford hanno sviluppato approcci che partono dalle decisioni di famiglie e imprese e dalle loro aspettative sul futuro.
Perché Hall e Woodford hanno vinto il Nobel
Il punto centrale delle loro ricerche è che per comprendere l’andamento complessivo dell’economia bisogna studiare ciò che accade a livello microeconomico.
Le decisioni di consumo, risparmio, investimento, assunzione e formazione dei prezzi vengono prese da individui e imprese che non guardano soltanto alla situazione presente, ma anche alle condizioni economiche che si aspettano nel futuro.
Questo principio ha permesso di costruire modelli macroeconomici più solidi per valutare gli effetti delle politiche di stabilizzazione. Secondo l’Accademia reale svedese delle scienze, il loro lavoro ha prodotto un cambiamento di paradigma e ha contribuito alla costruzione dei modelli oggi utilizzati da banche centrali e ministeri delle Finanze in tutto il mondo.
Robert E. Hall: consumi, recessioni e cicli economici
Robert E. Hall, nato nel 1943, è professore emerito di economia alla Stanford University e senior fellow emerito della Hoover Institution.
Ha conseguito il dottorato in economia al Massachusetts Institute of Technology nel 1967.
Una parte fondamentale della sua ricerca riguarda il comportamento dei consumatori e le fluttuazioni economiche.
Hall ha mostrato come le decisioni di spesa delle famiglie dipendano dalle aspettative sul reddito futuro, contribuendo a costruire una base microeconomica più rigorosa per comprendere consumi, recessioni e riprese.
Dal 1978 presiede inoltre il Business Cycle Dating Committee del National Bureau of Economic Research, l’organismo incaricato di stabilire ufficialmente l’inizio e la fine delle recessioni negli Stati Uniti.
Nel 2010 è stato presidente dell’American Economic Association.
Michael Woodford: aspettative e politica monetaria
Michael Woodford, nato nel 1955, è professore alla Columbia University, dove ricopre la cattedra John Bates Clark di Political Economy.
Ha studiato all’Università di Chicago, ha conseguito una laurea in giurisprudenza a Yale e un dottorato in economia al MIT. Dopo esperienze accademiche a Chicago e Princeton, è tornato alla Columbia nel 2004.
Woodford è considerato uno dei principali teorici contemporanei della politica monetaria.
Una parte centrale del suo lavoro riguarda il modo in cui le aspettative sulle future decisioni delle banche centrali influenzano già oggi consumi, investimenti, prezzi e inflazione.
Da questo approccio deriva anche l’importanza attribuita alla comunicazione delle banche centrali e alla cosiddetta forward guidance, cioè alle indicazioni fornite sui futuri orientamenti della politica monetaria.
Le aspettative possono cambiare l’economia già oggi
Uno degli elementi più importanti del lavoro premiato è l’idea che famiglie e imprese reagiscano non soltanto alle politiche già adottate, ma anche a ciò che credono accadrà in futuro.
Se una banca centrale comunica in modo credibile che manterrà bassi i tassi di interesse, per esempio, imprese e consumatori possono modificare immediatamente le proprie decisioni di investimento e spesa.
Allo stesso modo, le aspettative sull’inflazione futura possono influenzare oggi prezzi, salari e consumi.
Questo ha reso la comunicazione delle autorità economiche una vera e propria componente della politica monetaria.
Dalla crisi dei modelli tradizionali a una nuova macroeconomia
Il lavoro di Hall e Woodford si inserisce nella trasformazione della macroeconomia avvenuta dopo le difficoltà degli anni Settanta, quando la combinazione di inflazione elevata, debole crescita e disoccupazione mise in discussione molti modelli precedenti.
La risposta fu costruire modelli nei quali il comportamento aggregato dell’economia derivasse in maniera più esplicita dalle scelte individuali di famiglie e aziende.
Questo approccio ha contribuito allo sviluppo dei moderni modelli utilizzati per analizzare gli effetti della politica fiscale e monetaria.
Dalle recessioni alle crisi energetiche
Le applicazioni pratiche delle loro ricerche sono numerose.
I modelli costruiti sui fondamenti microeconomici permettono di studiare cosa accade quando una banca centrale modifica i tassi, quando il governo aumenta la spesa oppure quando l’economia viene colpita da shock improvvisi.
Possono quindi essere impiegati per analizzare recessioni, crisi finanziarie, shock energetici, variazioni improvvise dei consumi e fiammate inflazionistiche.
L’Accademia svedese ha sottolineato proprio come il lavoro dei due economisti abbia migliorato la capacità di progettare politiche volte a limitare le oscillazioni dell’attività economica.
Un Nobel con un forte impatto sulla politica economica
Il riconoscimento a Hall e Woodford premia quindi non soltanto un avanzamento teorico.
Le loro ricerche hanno avuto conseguenze concrete sul funzionamento delle banche centrali e sulla progettazione delle politiche economiche.
L’idea fondamentale è semplice ma profonda: per comprendere l’economia nel suo complesso occorre capire come individui e imprese reagiscono alle politiche e alle aspettative sul futuro.
È proprio questa connessione tra microeconomia e macroeconomia ad aver portato Robert E. Hall e Michael Woodford al Nobel 2026.

Ill. Niklas Elmehed © Premio Nobel per la divulgazione