(AGENPARL) - Roma, 12 Ottobre 2026 - Il premier Ali Faleh al-Zaidi invita le società globali a partecipare allo sviluppo dello scalo. L’obiettivo è trasformarlo in un’infrastruttura strategica per la ripresa economica di Ninive, ma restano da completare alcuni passaggi operativi
L’Iraq apre una nuova finestra agli investimenti internazionali nelle infrastrutture. Il primo ministro Ali Faleh al-Zaidi ha dichiarato all’agenzia INA di aver rivolto un invito ufficiale alle società specializzate nella gestione e nelle operazioni aeroportuali affinché investano nell’aeroporto internazionale di Mosul, nella provincia settentrionale di Ninive, e contribuiscano allo sviluppo dei suoi servizi.
L’annuncio è arrivato lunedì 12 ottobre durante una visita del premier a Mosul, dove il governo sta seguendo diversi progetti di sviluppo. L’obiettivo dichiarato non è limitato alla costruzione di un terminal passeggeri: Baghdad vuole individuare partner in grado di partecipare alla trasformazione dello scalo in una struttura di servizio più ampia, con un ruolo nel collegamento della città con il resto dell’Iraq e con i mercati internazionali.
Un’opportunità per gli operatori aeroportuali
L’iniziativa può attirare l’interesse di gruppi internazionali attivi nella gestione degli aeroporti, nell’assistenza a terra, nella manutenzione e nei servizi commerciali. Per questi operatori, il progetto potrebbe rappresentare un ingresso nel mercato iracheno attraverso un’infrastruttura destinata a sostenere la mobilità di persone e merci.
La possibilità di partecipare allo sviluppo e alla gestione dello scalo è il punto centrale dell’annuncio. Al momento, tuttavia, non sono stati resi noti dettagli sufficienti per valutare l’investimento: mancano informazioni pubbliche sulle modalità di selezione dei partner, sulla durata di un’eventuale concessione, sul capitale richiesto e sulla ripartizione dei rischi tra operatori privati e autorità pubbliche.
Sono elementi decisivi per capire se l’invito si tradurrà in una gara internazionale, in una partnership pubblico-privata o in un’altra forma di collaborazione.
Il nodo delle autorizzazioni e dell’apertura
L’interesse del governo va letto alla luce delle difficoltà che hanno accompagnato il progetto. Nel giugno 2026, l’Autorità irachena per l’aviazione civile aveva indicato che l’avvio delle operazioni dipendeva ancora dal completamento di alcuni requisiti tecnici e amministrativi, tra cui la verifica strutturale, la definizione del soggetto gestore e il completamento delle procedure relative alle rotte di avvicinamento e partenza degli aeromobili. Anche le autorità locali avevano discusso un percorso per completare i passaggi necessari alla licenza operativa.
La scelta di cercare operatori internazionali può quindi essere un passaggio importante, ma non equivale alla conferma di un’apertura imminente. Per un potenziale investitore, la verifica dello stato delle autorizzazioni e del calendario dei lavori resta essenziale.
Mosul e la ripresa economica di Ninive
Il progetto aeroportuale si inserisce nel più ampio tentativo di rilanciare le infrastrutture e i servizi di Ninive, provincia che ha subito gravi danni durante gli anni di conflitto. Un aeroporto pienamente operativo potrebbe migliorare i collegamenti della regione, agevolare gli spostamenti per motivi di lavoro e di turismo e offrire nuove possibilità per il trasporto merci.
Questi benefici, però, dipenderanno dalla capacità di costruire un modello operativo sostenibile: serviranno collegamenti aerei, domanda sufficiente, servizi efficienti e condizioni di sicurezza e stabilità compatibili con gli investimenti di lungo periodo.
Per le società internazionali, Mosul rappresenta dunque una possibilità da esaminare, non ancora un progetto con rendimenti definiti. La prossima fase sarà capire quali condizioni il governo iracheno metterà sul tavolo e con quali tempi intenderà completare l’iter tecnico e amministrativo. È da questi dettagli che si potrà misurare la reale portata dell’opportunità.
