(AGENPARL) - Roma, 7 Ottobre 2026 - Al via il Tavolo regionale: meno polistirolo, più recupero e nuove soluzioni per accompagnare le imprese del comparto
Ridurre progressivamente l’utilizzo del polistirolo in agricoltura, laddove siano disponibili alternative sostenibili; organizzare una filiera regionale per la raccolta e il recupero, favorendo il corretto avvio a riciclo dei materiali; individuare strumenti economici di sostegno, per accompagnare le imprese agricole nella transizione. Sono queste le direttrici lungo le quali si svilupperà il lavoro del Tavolo dedicato al polistirolo, convocato dall’Assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca.
Alla prima riunione operativa, svoltasi ieri 6 ottobre, hanno preso parte, per il Consiglio regionale della Campania, il presidente della VIII Commissione consiliare permanente “Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse comunitarie e statali per lo sviluppo”, Raffaele Aveta, e il presidente della VII Commissione permanente “Ambiente, Energia, Protezione Civile”, Salvatore Flocco.
Presenti all’incontro anche i rappresentanti delle principali organizzazioni professionali agricole: Fabrizio Marzano e Paolo Conte, rispettivamente presidente e direttore di Confagricoltura Campania; la presidente di Copagri Campania, Angela Pisacane; Francesco Castelluccio in rappresentanza della CIA Campania e Alfonso Carbonelli per Coldiretti Campania. Per gli aspetti scientifici e tecnici hanno, inoltre, preso parte al Tavolo le docenti dell’Agritech Center Veronica Ambrogi ed Elena Torrieri e la dirigente dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, Flora Della Valle, coadiuvata da due funzionarie.
L’obiettivo del corretto smaltimento del polistirolo rappresenta una questione concreta che coinvolge numerose aziende del settore primario e che richiede soluzioni efficaci, sostenibili e facilmente applicabili. Il polistirolo è, infatti, largamente utilizzato per plateau e contenitori destinati alla semina e alla crescita delle piantine. Una volta esaurita la propria funzione, questi materiali diventano un rifiuto complesso da gestire, soprattutto per l’elevato rapporto tra volume e peso e la possibile presenza di terra e residui vegetali, che ne rendono più difficili e costose le operazioni di pulizia, raccolta, trasporto e recupero.
“Vogliamo passare dalle parole ai fatti – dichiara l’Assessora Serluca – Per questo partiamo, in stretto raccordo con il Consiglio regionale, dall’ascolto delle organizzazioni agricole e dalle esigenze concrete delle imprese. L’obiettivo è costruire soluzioni che garantiscano la sostenibilità ambientale, senza scaricare nuovi costi e gravosi adempimenti sulle aziende”.
“Metteremo le imprese nelle condizioni di affrontare la transizione ecologica – spiega l’Assessora Serluca – favorendo l’introduzione di alternative sostenibili e garantendo strumenti adeguati ad accompagnare il cambiamento; vogliamo trasformare una criticità, come quella legata al polistirolo, in un’opportunità di innovazione per la nostra agricoltura”.
Tra le prime attività ipotizzate dal Tavolo figura la mappatura dei quantitativi e delle tipologie di polistirolo utilizzate nelle principali filiere agricole e vivaistiche, la ricognizione degli operatori e degli impianti disponibili per la raccolta e il recupero, nonché l’individuazione di specifiche misure di sostegno alle aziende.
Da approfondire anche la proposta, emersa nel corso dell’ampia e partecipata discussione tenutasi tra tutti i partecipanti al Tavolo, di sviluppare delle Intese di collaborazione tra la parte agricola, le Amministrazioni comunali e i due principali Consorzi nazionali preposti alla raccolta, recupero e riciclaggio, rispettivamente dei rifiuti ed imballaggi in plastica e di quelli in polietilene, ovvero il COREPLA ed il PolieCo, che verranno sicuramente inviati ai prossimi Tavoli sull’argomento.
Tra le ipotesi allo studio anche l’avvio di progetti pilota per l’utilizzo di contenitori riutilizzabili, lavabili e riciclabili, così da verificare sul campo la sostenibilità tecnica ed economica di modelli alternativi.
“La sfida è costruire insieme agli agricoltori un modello con meno rifiuti, più riuso, più riciclo e più innovazione. Il settore primario, con gli agricoltori primi custodi del territorio, deve essere parte della soluzione ambientale. Quella di ieri è stata solo la prima tappa di un percorso che punta a sperimentare concretamente modelli di economia circolare applicati all’agricoltura campana”, conclude l’assessora Serluca.