(AGENPARL) - Roma, 6 Ottobre 2026 - La possibile svolta a destra della Spagna non riguarda soltanto Madrid. Se il 29 novembre Pedro Sánchez dovesse perdere le elezioni anticipate, l’Unione europea potrebbe ritrovarsi con un altro importante governo nazionale nelle mani del centrodestra e con un Partito socialista europeo più debole nel Consiglio.
È questa la principale conseguenza europea del voto spagnolo che emerge nelle prime analisi dopo l’annuncio delle elezioni. Sánchez resta oggi uno dei pochi leader socialdemocratici alla guida di un grande Paese dell’UE. Una sua sconfitta ridurrebbe quindi ulteriormente il peso del centrosinistra europeo in un Consiglio già largamente orientato verso il centrodestra.
I sondaggi rendono lo scenario concreto. Secondo la media elaborata da RTVE, il PP è al 32,5% e il PSOE al 26,3%, mentre Vox arriva al 18,7%. La proiezione assegna 137 seggi al PP, 104 al PSOE e 65 a Vox: insieme, i due partiti di destra supererebbero la soglia dei 176 seggi necessaria per la maggioranza assoluta.
Non significa che una maggioranza PP-Vox sia già decisa. La campagna è appena iniziata e la Spagna ha già dimostrato, nelle elezioni precedenti, quanto i sondaggi possano cambiare. Ma lo scenario è abbastanza concreto da avere già conseguenze sul dibattito europeo.
Meno peso per i socialisti
Secondo funzionari europei citati da Euronews, una sconfitta di Sánchez potrebbe rendere l’S&D meno disposto a cercare compromessi con il Partito popolare europeo e più critico nei confronti dell’agenda della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.
Il punto non è che Sánchez controlli il Consiglio europeo. I governi continuano a negoziare sulla base dei propri interessi nazionali. Ma la Spagna è uno dei maggiori Paesi dell’Unione e il suo governo socialista rappresenta oggi un contrappeso significativo alle forze conservatrici.
La sua uscita cambierebbe quindi il rapporto di forza politico.
E il cambiamento arriverebbe mentre il PPE dispone già di maggiore libertà per costruire maggioranze alternative alla tradizionale alleanza con socialisti e liberali. Su diversi dossier europei, il centrodestra ha già cercato voti alla propria destra.
Il vero effetto potrebbe arrivare dopo il voto
Per questo è prematuro dire che le elezioni spagnole faranno “saltare” gli equilibri di Bruxelles, come suggerisce il titolo di POLITICO. La dinamica è più graduale.
Una vittoria del PP, soprattutto se accompagnata da un accordo con Vox, toglierebbe al centrosinistra uno dei suoi principali governi nazionali proprio mentre il PPE sta diventando il perno di maggioranze sempre più flessibili.
Il primo banco di prova sarà probabilmente il negoziato sulle prossime grandi decisioni europee, a partire dal bilancio pluriennale dell’UE. Ma sarà soprattutto il comportamento del Parlamento europeo a mostrare se il nuovo equilibrio di Madrid si tradurrà davvero in un ulteriore spostamento a destra delle istituzioni europee.
Per ora una cosa è certa: il 29 novembre gli spagnoli non voteranno soltanto per il prossimo governo di Madrid. Il risultato potrebbe modificare anche il peso politico delle forze europee che si confrontano a Bruxelles.
