(AGENPARL) - Roma, 5 Ottobre 2026 - COME IL SINDACO DELL'INCENERITORE"
"Roberto Gualtieri rischia di essere ricordato come il sindaco
dell'inceneritore: quello che, mentre l'Europa e le città discutono di
transizione climatica ed economia circolare, ha scelto di legare Roma per
decenni a un impianto progettato per trattare 600mila tonnellate di rifiuti
ogni anno. Una scelta che, a nostro giudizio, rischia di far perdere
credibilità a Roma proprio sul terreno della transizione ecologica e
climatica, oltre che a produrre devastanti danni alla salute e
all'ambiente".
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma,
Castelli e Litoranea di Rifondazione Comunista e membro della Direzione
nazionale del PRC, al termine della manifestazione contro gli inceneritori,
alla quale Rifondazione Comunista ha partecipato con un proprio spezzone,
intervenendo anche al comizio conclusivo.
"Non si può parlare di neutralità climatica, riduzione delle emissioni ed
economia circolare e contemporaneamente puntare su un impianto di queste
dimensioni. Se la transizione ecologica significa produrre meno rifiuti,
riutilizzare di più e recuperare sempre più materia, la direzione dovrebbe
essere quella di ridurre progressivamente ciò che resta da bruciare, non di
costruire un impianto che dovrà funzionare per decenni".
"Roma dovrebbe investire con molta più determinazione sulla riduzione a
monte, sulla raccolta differenziata di qualità, sul riuso, sul riciclo, sul
recupero di materia e su una rete adeguata di impianti pubblici. È qui che
si misura la credibilità di una grande capitale europea quando parla di
transizione climatica".
"Non proponiamo di tornare alle discariche. Proponiamo un modello diverso.
Non basta chiamare un inceneritore 'termovalorizzatore' per trasformarlo in
economia circolare e non basta parlare di transizione climatica per
praticarla".
"Per questo chiediamo a Gualtieri di riaprire il confronto. È ancora in
tempo per evitare di passare alla storia come il sindaco che, sulla
transizione ecologica, ha ipotecato il futuro della città. Guardi alle
esperienze delle amministrazioni che hanno scelto di investire con maggiore
decisione sulla riduzione dei rifiuti, sul riuso, sul riciclo e sul
recupero di materia. Roma dovrebbe ambire a essere tra le città più
avanzate nella transizione climatica, non restare inchiodata per decenni
alla combustione dei rifiuti. Cambiare strada è ancora possibile e, su una
scelta di questa portata, non sarebbe un segno di debolezza: sarebbe un
atto di responsabilità verso il futuro di Roma."
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