(AGENPARL) - Roma, 4 Ottobre 2026 - Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo reagisce alla richiesta di Kiev di sanzionare le aziende coinvolte nello sviluppo della nuova rete satellitare russa e avverte che un suo blocco potrebbe innescare una guerra spaziale su vasta scala
La competizione per le reti satellitari entra sempre più direttamente nel confronto tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha reagito alla richiesta di Kiev di fermare lo sviluppo della nuova costellazione satellitare russa Rassvet evocando il rischio di una “guerra spaziale su vasta scala” e indicando Starlink come possibile bersaglio di una rappresaglia.
La dichiarazione è arrivata dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al presidente statunitense Donald Trump di imporre sanzioni alle società russe e cinesi coinvolte nello sviluppo di Rassvet, considerato da Kiev un possibile strumento destinato a rafforzare le capacità militari russe.
Medvedev ha affidato la sua reazione a Telegram. Secondo quanto riportato dall’agenzia Anadolu, il dirigente russo ha sostenuto che un tentativo di “bloccare” Rassvet equivarrebbe alla sua distruzione e ha ricordato che lo spazio orbitale è già fortemente affollato.
Nel suo messaggio, Medvedev ha quindi rivolto un avvertimento agli Stati Uniti, evocando la possibilità che i satelliti Starlink in orbita bassa possano diventare a loro volta vulnerabili. Il riferimento è alla costellazione gestita da SpaceX, diventata negli ultimi anni una componente importante delle comunicazioni ucraine e delle operazioni militari sul campo.
Rassvet, la risposta russa a Starlink
Il progetto Rassvet rappresenta l’ambizione russa di costruire una propria rete satellitare in orbita bassa, in grado di offrire servizi di comunicazione e trasmissione dati analoghi a quelli forniti da Starlink.
Zelensky ha dichiarato al Financial Times che la Russia starebbe sviluppando il sistema con il sostegno della Cina e che Rassvet potrebbe diventare operativo entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo.
Secondo il presidente ucraino, una rete di questo tipo potrebbe aumentare la precisione degli attacchi russi, fornendo capacità aggiuntive per la localizzazione e la trasmissione dei dati necessari alle operazioni militari.
La questione è quindi diventata parte della più ampia guerra tecnologica che accompagna il conflitto in Ucraina. Le costellazioni satellitari non rappresentano più soltanto infrastrutture per le telecomunicazioni: sono diventate strumenti strategici per collegare unità militari, trasmettere informazioni e sostenere sistemi senza pilota.
Kiev chiede sanzioni
La richiesta di Zelensky a Washington punta proprio a rallentare questo processo prima che la nuova infrastruttura russa raggiunga una capacità operativa significativa.
Il presidente ucraino ha indicato aziende russe e cinesi che, secondo Kiev, parteciperebbero allo sviluppo della tecnologia. La richiesta di sanzioni arriva mentre Mosca continua a intensificare l’impiego di droni e missili contro l’Ucraina e cerca di rafforzare le proprie capacità di ricognizione e targeting.
La questione è stata riportata da Reuters, che ha riferito della richiesta ucraina di colpire con sanzioni le entità coinvolte nel programma Rassvet.
La risposta di Medvedev introduce però un ulteriore elemento di escalation: l’ipotesi che un’azione contro la rete satellitare russa possa provocare una reazione contro infrastrutture spaziali statunitensi.
Lo spazio diventa un nuovo fronte
Il confronto intorno a Rassvet e Starlink mostra quanto il confine tra guerra terrestre e infrastrutture spaziali sia ormai diventato sottile.
Durante il conflitto in Ucraina, Starlink ha assunto un ruolo strategico per le comunicazioni e per il coordinamento delle forze ucraine. La possibilità che la Russia sviluppi una rete autonoma ridurrebbe al tempo stesso la dipendenza dalle infrastrutture occidentali e potrebbe fornire a Mosca nuove capacità operative.
È questo il motivo per cui Kiev considera il progetto una questione di sicurezza e chiede agli Stati Uniti di intervenire prima che la rete raggiunga la piena operatività.
Per Mosca, al contrario, un tentativo di impedire lo sviluppo di Rassvet viene presentato come un attacco diretto alla propria infrastruttura spaziale.
Per ora non esiste una “guerra spaziale” e le parole di Medvedev rappresentano una minaccia politica e un avvertimento, non l’annuncio dell’avvio di operazioni militari contro satelliti americani.
Ma il linguaggio utilizzato dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo segnala quanto la competizione per il controllo delle infrastrutture satellitari stia diventando parte integrante dello scontro strategico tra Russia e Occidente.
E con Rassvet che punta a diventare operativo tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, la partita per il controllo delle comunicazioni e dei dati dallo spazio potrebbe diventare uno dei prossimi terreni di confronto della guerra tecnologica.
