(AGENPARL) - Roma, 1 Ottobre 2026 - BRUXELLES – L’emergenza diesel apre un nuovo fronte tra Stati Uniti ed Europa. L’amministrazione Trump ha chiesto a Francia e Germania di utilizzare parte delle proprie riserve di emergenza per contribuire ad aumentare l’offerta di carburante e contenere i prezzi, prospettando in caso contrario un possibile blocco delle esportazioni statunitensi di diesel verso l’Europa.
A riferirlo è Reuters, citando tre persone vicine alle discussioni. Secondo una delle fonti, Washington avrebbe chiesto all’Unione europea di immettere sul mercato 120 milioni di barili di diesel nei prossimi sei mesi. La richiesta arriva mentre il mercato internazionale dei prodotti raffinati continua a essere sottoposto a forti pressioni, con le forniture dal Medio Oriente condizionate dalle interruzioni, la Cina impegnata a rafforzare le proprie scorte interne e la Russia che ha prorogato fino alla fine di ottobre il blocco alle esportazioni di diesel.
Per l’Europa la questione è particolarmente delicata. Il diesel rappresenta una componente essenziale per trasporti, agricoltura e industria, mentre il continente è diventato più dipendente dalle importazioni statunitensi dopo la riduzione degli acquisti di carburanti russi e le conseguenze della guerra con l’Iran sulle forniture mediorientali.
Francia e Germania al centro della pressione
Francia e Germania dispongono di una quota rilevante delle riserve strategiche europee di gasolio e diesel. Secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, relativi a maggio 2025, nell’Unione europea erano presenti circa 39 milioni di tonnellate di gasolio e diesel nelle scorte di emergenza. La Germania ne disponeva per circa 5,6 milioni di tonnellate, la Francia per 8,2 milioni e l’Italia per 3,38 milioni.
Insieme, Germania e Francia rappresentavano quindi circa il 35 per cento delle riserve strategiche europee di questa categoria di prodotti. La quantità indicata nella richiesta americana, 120 milioni di barili, rappresenterebbe oltre il 40 per cento delle attuali scorte europee di gasolio e diesel, secondo i calcoli basati sui dati disponibili.
L’utilizzo delle riserve pone però un problema: aumentare l’offerta nel breve periodo significherebbe contemporaneamente ridurre il margine di sicurezza disponibile nel caso in cui la crisi delle forniture dovesse aggravarsi.
L’Italia partecipa al confronto
La questione è già arrivata sul tavolo europeo. Commissione europea, Francia, Germania, Italia, Irlanda e Regno Unito hanno partecipato giovedì a una discussione sulla possibile necessità di utilizzare le scorte di diesel.
Il confronto non equivale però a una decisione sul rilascio delle riserve. Bruxelles e i governi interessati stanno valutando se intervenire e, soprattutto, con quali modalità coordinare un eventuale intervento. La posizione dell’Italia assume rilievo anche alla luce delle proprie riserve: i dati Eurostat indicano 3,38 milioni di tonnellate di gasolio e diesel nelle scorte di emergenza italiane a maggio 2025.
Washington valuta intanto il blocco delle esportazioni
La pressione sull’Europa si intreccia con il dibattito interno agli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump sta valutando un possibile blocco delle esportazioni americane di diesel, nell’ambito delle misure considerate dall’amministrazione per contenere i prezzi sul mercato statunitense.
La Casa Bianca cerca infatti di aumentare la disponibilità di prodotti raffinati sul mercato interno, mentre la perdita di alcune forniture provenienti dal Medio Oriente e dalla Cina ha contribuito a restringere l’offerta.
La situazione crea così un doppio movimento sul mercato internazionale: Washington chiede agli europei di aumentare l’offerta attraverso l’utilizzo delle riserve strategiche, mentre gli Stati Uniti valutano contemporaneamente una limitazione delle proprie esportazioni di diesel.
Nessuna decisione definitiva sulle riserve
Per il momento, dunque, l’Europa non ha deciso di aprire le proprie riserve di diesel. Il confronto riguarda la possibilità di utilizzare una parte degli stock di emergenza per attenuare la pressione sui prezzi e sostenere la disponibilità di carburante sul mercato.
La questione dovrà essere valutata anche alla luce dell’accordo raggiunto a marzo dall’Agenzia internazionale dell’energia per un rilascio coordinato di scorte di emergenza a livello globale. L’UE aveva già assunto un impegno nell’ambito di quell’operazione.
La partita resta quindi aperta: Washington chiede più diesel sul mercato, l’Europa deve decidere quanto delle proprie riserve sia possibile utilizzare senza indebolire la propria sicurezza energetica e gli Stati Uniti, nello stesso momento, valutano di limitare le esportazioni di diesel.
