(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2026 - Roma, 28 set. – "La medaglia del Presidente della Repubblica per questi 15 anni di attività di Giulia è il miglior certificato sull'ottimo lavoro fatto, un lavoro di cui questo Paese ha tanto bisogno, ce lo fanno capire anche le cronache quotidiane. È fondamentale parlare del linguaggio che si usa per descrivere un tema, o con cui si rappresenta una vittima di violenza o una persona con disabilità. Io nel mio piccolo provo a dare una mano a questo cambiamento con una creatura nata in Parlamento: un intergruppo che si occupa dei diritti fondamentali di una persona. È il primo esperimento di intergruppo parlamentare aperto ai cittadini, che una volta al mese si riuniscono qui in Senato e discutono di diritti. Le parole che si utilizzano contribuiscono a creare l'opinione che ci facciamo di un sistema e di una persona. Il modo in cui una donna viene descritta, le domande che le vengono fatte, i commenti che accompagnano qualsiasi intervento che fa, chiaramente contribuiscono alla determinazione di quella donna. E proprio in questi giorni sentire parlare della lunghezza della gonna in merito alla serietà di una donna, e un Generale rispondere che preferisce la donna senza gonna e poi spoglia una Sottosegretaria di Stato con un deepfake ignobile, ci fanno capire quanto bisogno ci sia di parlare di educazione al linguaggio. Un pilastro fondamentale però è l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole, su cui quotidianamente ci scontriamo con la maggioranza rispetto alla necessità di introdurla nelle nostre scuole, come già hanno fatto quasi tutti i paesi europei. Introdurla una prospettiva fondamentale perché spesso le famiglie non hanno gli strumenti per accompagnare i ragazzi nella consapevolezza di cosa voglia dire rispetto, consenso e gestione dei sentimenti. Autorizzare pochissime ore di educazione sessuale e affettiva, oltretutto subordinata al consenso dei genitori, ci fa capire quanto sbagliata sia la strada su cui ci troviamo. Perché spesso sono proprio le famiglie in cui i ragazzi crescono a non essere in grado di dare ai ragazzi gli strumenti per identificare cosa vuol dire violenza, rispetto o consenso. Fortunatamente i giovani che vivono nelle nostre scuole sono molto sensibili a questi temi e ci chiedono di approfondirli. Il loro entusiasmo lo vediamo anche nella partecipazione che mettono in ogni evento che come M5S organizziamo. Partiamo da loro per poter cambiare veramente le cose".
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