(AGENPARL) - Roma, 7 Settembre 2026 - Il Kazakistan accelera sulla diversificazione energetica e punta con decisione sul mercato asiatico. La compagnia nazionale di trasporto petrolifero KazTransOil ha infatti presentato un ambizioso piano d’investimento del valore stimato di circa 327 milioni di dollari per ampliare e modernizzare due sezioni strategiche del proprio sistema di oleodotti diretto in Cina.
L’obiettivo del progetto, calendarizzato per il quinquennio 2026-2030, è portare la capacità complessiva di trasporto a 35 milioni di tonnellate all’anno, consolidando in modo definitivo il corridoio di esportazione orientale del Paese centroasiatico.
I dettagli del progetto infrastrutturale
La presentazione ufficiale dei piani è avvenuta lo scorso 2 settembre in occasione del Virtual Issuer Day organizzato presso la Borsa del Kazakistan. Secondo le informazioni diffuse da inbusiness.kz e riprese da Interfax, la copertura finanziaria dell’opera sarà garantita prevalentemente attraverso il ricorso a prestiti.
Il programma di espansione si concentra su due arterie fondamentali:
- Oleodotto Kenkiyak-Atyrau: situato tra le regioni di Aktobe e Atyrau, vedrà la sua capacità impennarsi da circa sei a 15 milioni di tonnellate di greggio all’anno. Questo tratto si distingue per la sua versatilità, potendo operare in modalità bidirezionale: serve sia le esportazioni sia le raffinerie interne, convogliando il petrolio del Kazakistan occidentale verso gli impianti di lavorazione nazionali.
- Oleodotto Kenkiyak-Kumkol: destinato a crescere da 10 a 20 milioni di tonnellate annue. Questa tratta costituisce un tassello cruciale della rotta orientale che si collega direttamente al condotto Atasu-Alashankou e, di conseguenza, alla rete di distribuzione cinese.
Per sostenere questo incremento massiccio dei flussi, il piano prevede inoltre la costruzione di cinque nuove stazioni di pompaggio del petrolio lungo i tracciati.
Una risposta strategica alle dinamiche geopolitiche ed energetiche
L’iniziativa non rappresenta un fulmine a ciel sereno, ma il frutto di un percorso di pianificazione avviato da tempo. Già nel maggio del 2023, la major energetica kazaka KazMunayGas e la China National Petroleum Corporation avevano siglato un accordo preliminare per avviare studi di fattibilità mirati all’aumento di capacità delle due sezioni. La cifra odierna di 327 milioni di dollari fotografa lo stato avanzato dell’opera, sebbene i costi definitivi potranno subire variazioni in base alla fase di progettazione esecutiva e alle scelte definitive in materia di attrezzature e finanziamenti.
Questo potenziamento infrastrutturale si inserisce in un contesto geopolitico ed economico in cui il Kazakistan avverte la necessità di rafforzare rotte di esportazione alternative. Come evidenziato da The Astana Times già lo scorso luglio, il sistema di condotte che collega il Paese alla Cina si è rivelato un’alternativa vitale per aggirare le frequenti interruzioni registrate su altri corridoi di transito tradizionali. Non a caso, il solo oleodotto Kenkiyak-Kumkol ha superato la soglia storica dei 100 milioni di tonnellate di petrolio trasportate dall’inizio della sua operatività.
Il Kazakistan hub strategico del transito regionale
Parallelamente all’asse con Pechino, Astana sta ampliando in modo significativo il proprio raggio d’azione geopolitico ed economico, candidandosi a diventare il perno logistico dell’intera area centroasiatica per il transito degli idrocarburi.
Ne è una dimostrazione diretta quanto avvenuto nel mese di agosto, quando KazTransOil ha completato il trasporto di 35.000 tonnellate di petrolio destinate alla Repubblica del Kirghizistan. Si tratta della prima operazione di transito di questo tipo nella storia recente: il greggio viene movimentato attraverso la rete nazionale principale fino all’impianto di carico di Shagyr, dove viene successivamente trasferito su cisterne ferroviarie per raggiungere il mercato kirghiso.
Questa nuova direttrice arricchisce il portafoglio dei servizi di transito offerti da Astana, affiancandosi ai canali consolidati verso la Cina e gli altri sbocchi internazionali. Numeri alla mano, la solidità del sistema kazakistro trova conferma nei dati record registrati nel 2025, anno in cui KazTransOil ha gestito complessivamente 45,12 milioni di tonnellate di petrolio attraverso la propria rete principale, segnando il volume più alto degli ultimi sette anni.
