(AGENPARL) - Roma, 6 Settembre 2026 - crisi non la paghino sempre gli stessi. Grimaldi al Ministro Picchetto, una
parte torni alla collettività*
Da anni chiediamo di tassare gli extraprofitti delle grandi compagnie
energetiche. Invano. Perché la crisi viene sempre scaricata sugli stessi:
lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, famiglie strangolate da
bollette, affitti e prezzi dei beni essenziali.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs.
La crisi energetica l'hanno già pagata loro. Ora basta.
Nei primi sei mesi dell'anno, le otto principali compagnie petrolifere
europee hanno incassato quasi 18 miliardi di euro di extraprofitti: più del
doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel solo mercato
europeo, i profitti extra ammontano a circa 7,5 miliardi. In Italia,
secondo le stime, si parla di circa 500 milioni. Per Eni, 550 milioni di
extraprofitti realizzati in Europa.
Mentre milioni di persone rinunciavano a curarsi, a scaldare casa e persino
a fare la spesa, Big Oil trasformava la guerra e l'emergenza energetica in
una macchina per fare soldi.
Questi non sono normali profitti di mercato, non sono effetti di
"condizioni favorevoli' come sostiene il Ministro Pichetto. Sono profitti
stellari, ottenuti dentro una crisi pagata dalla collettività. Non
accettiamo negazionismo anche su questo.
E allora una parte di quella ricchezza deve tornare alla collettività: per
abbassare le bollette, sostenere le famiglie e finanziare i servizi
pubblici. Non è una punizione è solo un briciolo di giustizia fiscale,
conclude Grimaldi.