(AGENPARL) - Roma, 6 Settembre 2026 - Il 4 settembre il governo Meloni è diventato il più longevo della storia repubblicana. Abbiamo fatto il punto con il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami.
Mi dice la misura che avete realizzato di cui è più orgoglioso?
«Ce ne sono tante. Tra queste sicuramente il tema occupazione. Grazie al governo più stabile della Repubblica l'Italia festeggia il record d'occupazione con 1 milione e 300 mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato».
A leggere i giornali però il racconto sembra diverso.
«Questo governo sta sistemando molte cose benché ci siano sempre quelli che chiamerei maltristi (quelli che dicono «Sì ma andrebbe fatto altro»). Molti di quelli che dicono cosa andrebbe fatto dimenticano di essere quelli che hanno creato i problemi che stiamo risolvendo. E poi c'è un altro aspetto dirimente».
Quale?
«Dopo 12 anni di governi scelti dal palazzo e non dalla gente certe tecnocrazie credevano di avere il diritto di poter decidere senza considerare le indicazioni politiche».
Ci sono però alcune riforme costituzionali che o non sono andate in porto o non sono neanche partite, penso alla riforma della giustizia o al premierato. È un Paese irriformabile?
«Bisogna farlo. E come disse Giorgia Meloni il giorno del suo insediamento, cinque anni per cambiare l'Italia in profondità non bastano, ne serviranno altri cinque».
Quali sono le priorità da qui alla fine della legislatura? La sicurezza?
Capitolo legge elettorale. FI e Lega sono contrarie al ballottaggio, riuscirete a conciliare le diverse posizioni?
«La legge elettorale ha un obiettivo: garantire a chi prende un voto in più di governare, e dare quanta più forza possibile al voto degli italiani, da qui le preferenze».
Legandomi a questo le chiedo, ma se volete far scegliere gli italiani perché avete scelto per la formula con i capilista bloccati?
«Rispetto alla posizione da cui eravamo partiti abbiamo trovato una soluzione che ha tenuto conto di tutte le sensibilità».
Rimanendo nel campo largo, tra poco ci sarà la seconda audizione in commissione Covid di Giuseppe Conte. Vista la profonda frattura fra maggioranza e opposizione crede che riuscirete a chiudere i lavori con un documento unitario?
«Per FdI la relazione finale dovrà essere chiara, senza quelle ombre che hanno caratterizzato la vicenda del Covid e su cui stiamo facendo luce. Non credo che l'opposizione sia disposta a fare altrettanta chiarezza. L'audizione di Conte ad agosto mi ha ricordato la telefonata di Massimo Lopez in un celebre spot, parlava, parlava per consumare il tempo ed evitare le domande ma stavolta non potrà evitarle. Comunque oltre a Conte dovremo sentire anche altri».
Chi?
«Per esempio Speranza».
Senta per lei esiste un islam moderato o no?
«Questa distinzione è data dalla loro disponibilità ad anteporre o postporre la Sharia al nostro ordinamento giuridico? Perché così stiamo sbagliando, esiste solo la legge italiana. E sui luoghi di culto dico che se li vogliono prima devono firmare le intese come previsto dall'art. 8 della Costituzione».
Come si trova il punto d'incontro? Per una donna musulmana sarebbe impensabile, ad esempio, rinunciare al velo in un luogo pubblico.
«È per questo che non firmano le intese. Io una soluzione però ce l'avrei».
Quale?
«Il diritto di mobilità. Possono tornare da dove sono venuti».
