(AGENPARL) - Roma, 2 Settembre 2026 - interventi concreti"
«La situazione del carcere di Biella presenta criticità che richiedono
attenzione e interventi tempestivi: dalla manutenzione della struttura alla
carenza di personale, fino al sovraffollamento. È necessario un impegno
condiviso tra Governo, amministrazione penitenziaria e istituzioni
territoriali per individuare soluzioni concrete e sostenibili».
È quanto dichiarano la deputata e segretaria di Azione in Piemonte Daniela
Ruffino e i consiglieri regionali Sergio Bartoli ed Elena Rocchi al termine
della visita alla Casa circondariale di Biella.
«Abbiamo visitato una struttura datata, che necessita di interventi
manutentivi e che deve affrontare un significativo aumento della
popolazione carceraria. Attualmente sono presenti più di 500 detenuti, a
fronte di una capienza regolamentare inferiore a 400 posti.
Come accade in altri istituti italiani, si registra inoltre una carenza di
personale medico, educativo e di risorse adeguate per garantire un efficace
sostegno psicologico ai detenuti. Sul fronte della rieducazione e del
reinserimento si sta lavorando per ampliare le opportunità occupazionali,
con l'obiettivo di coinvolgere 83 detenuti, ma la mancanza dei macchinari
necessari impedisce al momento di rendere pienamente operative queste
attività. Abbiamo incontrato operatori competenti e disponibili, ai quali
va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto quotidianamente, spesso in
condizioni particolarmente complesse».
Ruffino, Bartoli e Rocchi hanno ricordato anche il tragico suicidio
avvenuto il 30 agosto all'interno della struttura, dove un detenuto
egiziano di 23 anni è stato trovato senza vita nella propria cella, dopo
essere stato trasferito da Reggio Calabria e aver manifestato comportamenti
autolesionistici.
«Un episodio che impone una riflessione seria e approfondita sul
rafforzamento degli strumenti di prevenzione, assistenza psicologica e
presa in carico delle persone più fragili. Anche i disordini verificatisi
il giorno successivo, con il danneggiamento di alcuni locali comuni,
confermano il livello di tensione presente all'interno dell'istituto».
«La sicurezza nelle carceri deve procedere insieme alla funzione
rieducativa della pena, al sostegno psicologico e alla possibilità di
accedere ad attività formative e lavorative. Occorre inoltre rafforzare gli
organici e garantire la continuità delle attività trattamentali. La visita
a Biella ha confermato la necessità di un confronto costruttivo con il
