(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - abominio contro la fauna stremata. Il Governo fermi la mattanza e dichiari
l'emergenza ambientale"
"Anticipare la caccia dopo un'estate segnata da continue ondate di caldo
rovente e da centinaia di incendi devastanti significa letteralmente
sparare sulla Croce Rossa. Se oltre 40.000 persone sono morte in Europa per
il caldo estremo pur avendo un tetto sulla testa, acqua corrente, cibo e
assistenza sanitaria, cosa può essere successo agli animali selvatici nei
nostri boschi e nelle nostre campagne? Aprire il fuoco in queste condizioni
è un abominio. Sono irresponsabili coloro che l'hanno autorizzata, ma ancor
peggio è la condotta di chi ucciderà creature indifese e stremate, spesso
con i piccoli ancora nel nido come nel caso del colombaccio". Lo dichiara
in una nota estremamente dura Andrea Zanoni, Coordinatore dell'Osservatorio
Diritti Animali di Europa Verde, commentando l'avvio delle preaperture
venatorie.
A partire da domani mercoledì 2 settembre, ben 16 Regioni italiane con
l'eccezione di Valle d'Aosta, Lombardia, Umbria, Lazio e Veneto — daranno
sotto il tiro dei fucili fino a 14 specie selvatiche, molte delle quali —
come la quaglia e l'alzavola — già versano in un grave stato di
conservazione e meriterebbero il divieto di caccia anziché l'anticipo degli
abbattimenti.
"Aderiamo con forza agli appelli lanciati dalle principali associazioni
ambientaliste ed animaliste, – prosegue Zanoni –. Chiediamo al Governo un
atto di responsabilità immediato: la revoca delle preaperture e la
proclamazione dello Stato di Emergenza Ambientale. Il nostro patrimonio
faunistico e di biodiversità è messo a dura prova dalla crisi climatica,
dalla siccità e dalla frammentazione degli habitat. Consentire la caccia in
questo contesto significa perpetrare una vera e propria strage programmata".
Un quadro reso ancora più grave dai continui allarmi lanciati dalle
istituzioni europee: la Commissaria UE all'Ambiente, Jessika Roswall, ha
recentemente confermato che la Proposta di Legge 2984 (nota come "Caccia
Selvaggia o DDL Sparatutto"), attualmente in discussione alla Camera, viola
diverse direttive comunitarie. Un avvertimento che si aggiunge ai due
contenziosi europei già aperti contro l'Italia nel 2023 per la caccia in
periodi vietati e l'uso di munizioni al piombo nelle zone umide.
"L'Esecutivo fermi immediatamente la deriva della Pdl 'Caccia Selvaggia',
nata con il solo scopo di stravolgere la legge 157/92 per concedere più
tempi, più specie e più deroghe alla lobby venatoria – conclude Andrea
Zanoni –. Non si può continuare a sparare in faccia alla scienza, alle
direttive europee e al sentimento della schiacciante maggioranza degli
italiani che chiede tutela per la natura. Serve un cambio di rotta
radicale: recepire i decreti del Regolamento sul Ripristino della Natura e
proteggere la biodiversità".
