(AGENPARL) - Roma, 24 Agosto 2026 - Il Gran Mufti della Libia, Sheikh Sadig al-Ghariani, ha rivolto pesanti critiche al governo con sede a Tripoli, accusandolo di non aver stabilito adeguate priorità nella gestione della cosa pubblica e di non essere riuscito a garantire servizi essenziali alla popolazione durante l’estate.
Al centro dell’intervento di al-Ghariani ci sono le difficoltà quotidiane affrontate da numerosi cittadini libici, dalla disponibilità di acqua e carburante alle interruzioni dell’energia elettrica, passando per la carenza di liquidità e l’aumento del costo della vita.
«La gente soffre; non riesce nemmeno a trovare acqua o carburante», ha affermato il Gran Mufti, attribuendo questa situazione a quella che considera una gestione caratterizzata da negligenza e mancanza di attenzione verso le esigenze fondamentali della popolazione.
Critiche alle priorità del governo di Tripoli
Al-Ghariani ha concentrato una parte significativa delle sue dichiarazioni sulle scelte di spesa pubblica, sostenendo che il governo avrebbe privilegiato iniziative non prioritarie rispetto alle necessità più urgenti dei cittadini.
Il religioso ha citato, tra gli esempi, le spese legate al calcio, alle iniziative connesse ai Mondiali, all’apertura di centri commerciali e all’organizzazione di manifestazioni ed eventi.
Secondo al-Ghariani, attività legate all’intrattenimento e al tempo libero possono avere il proprio spazio, ma soltanto dopo aver garantito alla popolazione i servizi e i beni indispensabili.
Il punto centrale della critica riguarda quindi l’ordine delle priorità: in una fase caratterizzata da difficoltà economiche e problemi nell’erogazione dei servizi, secondo il Gran Mufti le risorse pubbliche dovrebbero essere concentrate innanzitutto sulle necessità fondamentali.
«Le persone hanno bisogno dei beni di prima necessità»
Particolarmente duro il passaggio dedicato alla situazione economica delle famiglie.
Al-Ghariani ha sostenuto che una parte consistente della popolazione incontra ormai difficoltà nel sostenere le spese quotidiane, comprese quelle sanitarie.
«Le persone hanno bisogno di beni di prima necessità e muoiono perché non possono permettersi nemmeno una pillola», ha dichiarato, mettendo in relazione il problema con l’aumento dei prezzi e la perdita di potere d’acquisto.
Secondo il Gran Mufti, l’inflazione avrebbe raggiunto livelli tali da rendere insufficiente il reddito di numerose famiglie già prima della fine del mese.
Come esempio, al-Ghariani ha citato la situazione di un pensionato con un reddito mensile di circa 900 dinari, chiedendosi come sia possibile sostenere le spese necessarie in una fase di forte pressione economica.
Blackout, carburante e carenza di liquidità
Le dichiarazioni affrontano anche alcune delle questioni che incidono direttamente sulla quotidianità dei cittadini.
Al-Ghariani ha richiamato i blackout elettrici, i problemi nella disponibilità di carburante, le difficoltà nell’accesso al denaro e le carenze nella fornitura di acqua.
Per il Gran Mufti, questi problemi non possono essere considerati separatamente dalla gestione delle risorse pubbliche e dalla capacità dell’esecutivo di individuare e attuare politiche realmente prioritarie.
Il suo intervento si configura quindi come un attacco complessivo alla gestione governativa, con la richiesta di spostare l’attenzione dalle iniziative considerate secondarie verso servizi pubblici, assistenza e sostegno economico.
Al-Ghariani denuncia il divario sociale
Un altro punto centrale riguarda la crescente distanza economica tra le diverse fasce della popolazione.
«L’ampio divario che ora esiste tra le classi sociali è un’ingiustizia e deve essere colmato», ha affermato al-Ghariani.
Il Gran Mufti ha quindi invitato il governo di Tripoli a intervenire sulle difficoltà economiche e sociali, sostenendo che la protezione delle fasce più vulnerabili debba rappresentare una priorità nell’utilizzo delle risorse dello Stato.
Le sue dichiarazioni mettono così al centro del dibattito politico libico il tema della qualità della spesa pubblica e della capacità delle istituzioni di trasformare le risorse disponibili in servizi concretamente percepibili dai cittadini.
Il messaggio rivolto alle autorità di Tripoli è netto: prima delle spese considerate non essenziali, secondo al-Ghariani, devono venire acqua, elettricità, carburante, assistenza sanitaria e tutela del potere d’acquisto delle famiglie.
