(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - La Libia punta a rafforzare la cooperazione economica con la Turchia e ad attrarre nuove imprese interessate ai programmi di sviluppo, industrializzazione e ricostruzione del Paese. In questo quadro, il Consiglio per la privatizzazione e gli investimenti (PIB) libico ha ricevuto una delegazione della Camera di Commercio e Industria di Bursa e del Consiglio Imprenditoriale Anatolico per esaminare nuove opportunità di investimento.
Si tratta della seconda visita di una delegazione delle due organizzazioni turche, un elemento che evidenzia la volontà di dare continuità ai contatti avviati con le istituzioni e il settore imprenditoriale libico.
La delegazione comprendeva rappresentanti di diverse aziende turche interessate a conoscere più approfonditamente le caratteristiche del mercato libico, i progetti disponibili e le possibilità di creare partnership con imprese locali.
Imprese turche interessate al mercato libico
All’incontro hanno partecipato Nasser Najm, presidente del PIB, Mahmoud Al-Maouj, direttore del Dipartimento di promozione, e Ahmed Al-Oraibi, direttore del Dipartimento investimenti.
I colloqui si sono concentrati sulle modalità attraverso le quali le aziende turche potrebbero entrare nel mercato libico e partecipare ai progetti di investimento attualmente disponibili.
L’obiettivo non è soltanto attrarre capitali stranieri, ma costruire forme di cooperazione capaci di coinvolgere direttamente il settore privato libico, favorendo la nascita di partnership industriali e commerciali di lungo periodo.
La Libia attraversa infatti una fase caratterizzata da un’elevata domanda di infrastrutture, servizi, tecnologie e capacità produttiva. Per le imprese straniere, questa situazione può tradursi in opportunità significative, soprattutto nei settori collegati alla ricostruzione e all’ammodernamento delle città.
Dall’elettricità alla sanità: i settori al centro dei colloqui
Nel corso dell’incontro sono stati individuati diversi comparti considerati di particolare interesse per la cooperazione tra aziende libiche e turche.
Tra questi figurano progetti per l’elettricità e l’illuminazione, un settore strategico considerando la necessità della Libia di migliorare l’affidabilità delle proprie infrastrutture energetiche e dei servizi urbani.
Un altro comparto discusso riguarda ascensori e scale mobili, strettamente collegato alla costruzione e alla riqualificazione di edifici residenziali, commerciali e pubblici.
Spazio anche alla sanità, con opportunità nel campo dei servizi e delle forniture mediche, oltre alla produzione e commercializzazione di imballaggi e prodotti monouso.
Particolare interesse è stato riservato anche alle tecnologie per l’agricoltura fuori suolo, che potrebbero offrire soluzioni innovative per aumentare la produzione agricola in un Paese caratterizzato da condizioni climatiche e disponibilità di risorse idriche che rendono strategica l’introduzione di sistemi produttivi più efficienti.
Ricostruzione e infrastrutture, focus su Bengasi
Uno dei principali argomenti affrontati riguarda la partecipazione delle aziende turche ai grandi programmi di ricostruzione, sviluppo urbano e infrastrutturale in corso in Libia.
Durante i colloqui sono state esaminate in particolare le opportunità presenti a Bengasi, oltre a quelle disponibili in altre città libiche.
Il processo di ricostruzione apre infatti spazi per imprese specializzate in edilizia, infrastrutture, impiantistica, servizi, forniture industriali e tecnologie.
Le aziende turche dispongono di una lunga esperienza internazionale nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture, elemento sottolineato anche dal presidente del PIB.
Najm: «Promettenti opportunità per le imprese straniere»
Nasser Najm ha evidenziato l’importanza di rafforzare la cooperazione economica e gli investimenti tra Libia e Turchia, richiamando le competenze maturate dalle imprese turche in numerosi settori.
Secondo il presidente del Consiglio per la privatizzazione e gli investimenti, il mercato libico offre attualmente opportunità promettenti per le aziende interessate non soltanto a vendere prodotti e servizi, ma anche a partecipare direttamente ai programmi di sviluppo e ricostruzione.
Il PIB punta per questo motivo a svolgere un ruolo di collegamento tra investitori internazionali e mercato nazionale.
L’organismo sta lavorando per semplificare le procedure destinate agli investitori, presentare alle aziende straniere le opportunità disponibili e fornire dati e informazioni necessari per valutare concretamente i progetti.
L’obiettivo dichiarato è costruire partnership autentiche e sostenibili tra investitori stranieri e imprese private libiche.
Non solo investimenti: l’obiettivo è localizzare industrie e servizi
Un aspetto particolarmente rilevante è stato sottolineato dal direttore del Dipartimento investimenti, Ahmed Al-Oraibi.
Secondo Al-Oraibi, è necessario superare la fase della semplice presentazione delle opportunità e arrivare alla realizzazione concreta dei progetti.
La strategia punta quindi a trasformare incontri, missioni imprenditoriali e manifestazioni di interesse in investimenti effettivi sul territorio.
Ma l’obiettivo va oltre l’afflusso di capitali.
Il PIB vuole favorire progetti capaci di contribuire alla localizzazione in Libia di industrie e servizi, accompagnati dal trasferimento di competenze, conoscenze e tecnologie.
Questa impostazione potrebbe avere conseguenze importanti per l’economia nazionale. La creazione di capacità produttiva interna permetterebbe infatti di ridurre progressivamente la dipendenza dalle importazioni in alcuni comparti, sviluppare professionalità locali e creare nuove opportunità occupazionali.
Il settore privato al centro della diversificazione economica
L’incontro con la delegazione turca rientra in una strategia più ampia del PIB volta ad ampliare la cooperazione internazionale e creare canali diretti con la comunità imprenditoriale estera.
Per la Libia, attrarre investimenti internazionali significa anche affrontare uno dei problemi strutturali della propria economia: la forte dipendenza dal settore degli idrocarburi.
La diversificazione economica richiede lo sviluppo di attività produttive alternative, una maggiore partecipazione del settore privato e la creazione di condizioni favorevoli agli investimenti industriali.
In questo senso, comparti come edilizia, tecnologie agricole, sanità, produzione industriale, infrastrutture ed energia possono contribuire alla costruzione di un tessuto economico più diversificato.
Libia e Turchia cercano partnership di lungo periodo
La seconda visita della delegazione della Camera di Commercio e Industria di Bursa e del Consiglio Imprenditoriale Anatolico segnala la volontà di approfondire i rapporti già avviati.
Il passaggio decisivo sarà ora verificare quanti dei settori e dei progetti discussi riusciranno a trasformarsi in accordi commerciali, joint venture, investimenti produttivi e cantieri operativi.
Per le autorità libiche, la priorità dichiarata è creare un modello nel quale gli investimenti stranieri non rappresentino semplicemente un’occasione commerciale temporanea, ma contribuiscano alla crescita delle aziende locali, al trasferimento tecnologico e alla formazione di competenze.
Per le imprese turche, invece, la ricostruzione e lo sviluppo della Libia possono rappresentare un mercato importante, soprattutto nei comparti nei quali l’industria turca dispone già di capacità produttive ed esperienza internazionale.
La nuova missione imprenditoriale conferma così il crescente interesse per le opportunità offerte dal mercato libico. La sfida sarà trasformare questo interesse in partnership concrete e sostenibili, capaci di contribuire alla ricostruzione delle città e, contemporaneamente, alla nascita di un’economia libica più diversificata e maggiormente trainata dal settore privato.
