(AGENPARL) - Roma, 16 Agosto 2026 - Una delegazione di Hamas, guidata dal capo Khalil Al-Hayya, si è riunita domenica al Cairo con il capo dell’intelligence egiziana, Hassan Rashad. L’incontro è focalizzato sulla ricerca di soluzioni concrete per l’attuazione del piano post-guerra a Gaza.
Secondo quanto riferito dalla Middle East News Agency, la delegazione ha fortemente ribadito il proprio impegno nel sostenere la road map proposta dal presidente americano Donald Trump.
Il ruolo dell’Egitto nei negoziati
L’incontro in Egitto si inserisce in un momento cruciale per il futuro della Striscia. Hamas aveva già espresso a fine luglio la propria disponibilità a consegnare le armi a un comitato tecnico di transizione. Questa proposta rientra nel piano in 15 punti presentato dal Board of Peace americano.
Tuttavia, il percorso resta complesso. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha respinto finora la road map. La posizione israeliana rimane ferma: il disarmo completo di Hamas deve precedere qualsiasi ritiro delle forze militari.
La missione di Kushner e le tensioni sul campo
La visita in Egitto della delegazione giunge poche ore prima dell’arrivo nell’area dell’inviato americano Jared Kushner. L’obiettivo della diplomazia statunitense è colmare le distanze tra le parti.
Inoltre, la delegazione di Hamas intende informare i mediatori egiziani sulle recenti violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele. L’obiettivo primario di Al-Hayya è sollecitare la comunità internazionale a spingere per un rispetto rigoroso degli accordi presi.
Verso un nuovo vertice negoziale
Fonti interne ad Hamas hanno confermato che sono in corso contatti intensi con mediatori egiziani, qatarioti e turchi. Si sta lavorando per organizzare un incontro decisivo tra i negoziatori di Hamas, i rappresentanti del Board of Peace e i funzionari statunitensi.
La settimana entrante, caratterizzata dalla missione di Kushner in Israele e in Egitto, rappresenterà uno snodo fondamentale. Il tentativo è quello di superare gli ostacoli politici e tecnici che ancora frenano la completa implementazione del piano post-guerra a Gaza.
