(AGENPARL) - Roma, 16 Agosto 2026 - Il Kazakistan non sta fornendo petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba in direzione della Germania. Tuttavia, il paese resta aperto a una possibile ripresa dei flussi in futuro.
Tutto dipende dal raggiungimento di nuovi accordi formali tra le parti coinvolte. In primo luogo, occorre risolvere le attuali restrizioni tecniche che limitano l’infrastruttura di transito.
Perché le forniture sono ferme?
Il Ministero dell’Energia kazako ha chiarito la posizione ufficiale lo scorso 16 agosto. Attualmente, la rotta Atyrau – Samara – Druzhba presenta limitazioni tecniche insuperabili.
Inoltre, dal 1° maggio, il Kazakistan ha già adottato strategie alternative per l’export. Di conseguenza, le forniture non passano più attraverso l’oleodotto Druzhba.
Le rotte alternative per l’energia
Il Kazakistan non è rimasto fermo di fronte a queste difficoltà. Al contrario, ha prontamente reindirizzato le sue esportazioni di petrolio verso altri mercati.
Per esempio, il trasporto verso la Cina ha registrato un aumento significativo. Inoltre, il volume di petrolio lungo la rotta Atyrau – Samara è cresciuto per compensare la chiusura di altri percorsi.
Questa manovra logistica è diventata necessaria soprattutto dopo gli attacchi dei droni che hanno colpito le strutture del Consorzio dei gasdotti del Caspiano.
Prospettive future per l’oleodotto Druzhba
Il governo di Astana si dichiara pronto a tornare al pompaggio via Druzhba. Tuttavia, questa ripresa è subordinata alla formalizzazione di accordi chiari.
Anche la Federazione Russa ha confermato di voler tutelare gli interessi del Kazakistan. Nonostante le difficoltà tecniche, quindi, il dialogo tra i partner resta aperto.
In conclusione, la situazione rimane fluida. Il Kazakistan continua a diversificare le proprie rotte logistiche, garantendo comunque la sicurezza energetica dei propri flussi internazionali.
