(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni pubblica oggi l'Osservatorio sulle Comunicazioni aggiornato al primo trimestre 2026.
L'ANDAMENTO DEI MERCATI
Sulla base dei dati elaborati dall'Autorità in occasione della pubblicazione della Relazione Annuale 2026 sull'attività svolta e sui programmi di lavoro, si evidenzia che il valore complessivo delle aree economiche di interesse dell'Autorità (comunicazioni elettroniche, televisione in chiaro e a pagamento, radio, editoria quotidiana e periodica, pubblicità online, servizi di corrispondenza e consegna pacchi) è valutabile, a fine 2025, in 58,84 miliardi di euro, in crescita su base annua del 3,4% e dell'11,2% con riferimento al 2021 (anno d'inizio del periodo analizzato) che si riflette in una variazione complessiva pari a 1,93 miliardi di euro su base annua, e di 5,91 miliardi di euro rispetto al 2021.
Tra il 2021 ed il 2025 i ricavi della televisione crescono, nel complesso, di circa 910 milioni di euro (da 8,02 nel 2021 a 8,93 miliardi di euro nel 2025).
Le risorse della radio (circa 630 milioni nel 2025) non mostrano mutamenti significativi, mentre quelle dell'editoria quotidiana e periodica si sono ridotte, nell'intero periodo considerato, di circa 550 milioni di euro (da 3,04 a 2,48 miliardi di euro, -18,2%).
Nello stesso arco di tempo, il valore della pubblicità online è cresciuto a ritmo sostenuto, passando da 5,54 miliardi di euro stimati per il 2021 a 8,42 miliardi di euro nel 2025, con la componente ascrivibile alle sole piattaforme valutabile nel 2025 in circa 7,37 miliardi di euro (in crescita del 7,1% su base annua e del 63,7% rispetto al valore del 2021).
Il settore postale nel suo complesso nel 2025, raggiungendo un valore di 8,84 miliardi di euro, è cresciuto del 2,9% rispetto al 2024 e dell'11,9% rispetto al 2021. I servizi di corrispondenza nell'intero periodo esaminato evidenziano una leggera riduzione dei ricavi pari al 2,7% (da 1,76 a 1,71 miliardi di euro), mentre quelli ascrivibili ai servizi di consegna pacchi sono cresciuti del 16,1% (da 6,14 stimati nel 2021 a 7,13 miliardi di euro nel 2025). I ricavi relativi alle attività domestiche (mittente e destinatario nazionali) nell'intero periodo considerato hanno registrato un incremento del 12,2% (da 5,80 a 6,51 miliardi di euro), simile a quelle transfrontaliere che hanno visto una crescita dell'11,0% (da 2,10 a 2,33 miliardi di euro).
Key data – I mercati di competenza dell'Autorità
Variazione (mld €)
Variazione (%)
Mld. di €
2021
2022
2023
2024
2025
2025/24
2025/21
2025/24
2025/21
Comunicazioni elettroniche
27,85
26,94
27,10
28,25
29,53
1,28
1,68
+4,5
+6,0
Media (TV-Radio-Editoria)
11,64
11,66
11,70
12,12
12,05
-0,07
0,41
-0,6
+3,5
Pubblicità online
5,54
6,31
7,08
7,94
8,42
0,47
2,88
+6,0
+52,0
Corrispondenza e pacchi
7,90
8,15
8,43
8,59
8,84
0,25
0,94
+2,9
+11,9
Totale
52,93
53,06
54,31
56,90
58,84
1,93
5,91
+3,4
+11,2
Fonte: elaborazioni e stime su dati aziendali
COMUNICAZIONI ELETTRONICHE
A marzo 2026 nella rete fissa gli accessi complessivi si attestano intorno ai 20,45 milioni di linee, stabili rispetto al trimestre precedente e in leggere crescita (+0,6%) su base annua.
Le linee in rame si sono ridotte di circa 171 mila unità su base trimestrale e di poco meno di 619 mila rispetto al marzo 2025, mentre rispetto a marzo 2022 sono diminuite di poco più di 3 milioni di unità.
Pur se in flessione su base annua (-829 mila linee), gli accessi FTTC rappresentano il 39,7% della base clienti complessiva. Gli accessi FTTH crescono su base trimestrale di circa 309 mila unità e di 1,22 milioni su base annua mentre, rispetto a marzo 2022, l'incremento è di poco superiore a 4,4 milioni di linee. In aumento (circa 314 mila unità su base annua) risultano anche le linee Fixed Wireless Access che, alla fine dello scorso marzo, risultavano stimate in circa 2,73 milioni di accessi.
Le linee broadband e ultrabroadband complessive sono stimate in circa 19,37 milioni di unità. Analizzando nel dettaglio la loro composizione, emerge che le linee DSL risultano in riduzione sia su base annua, di circa 344 mila unità, sia su base trimestrale (-99 mila unità). Per quanto riguarda le linee offerte tramite altre tecnologie, si registra una crescita su base annua di 743 mila unità per un volume pari a 18,4 milioni di linee a marzo 2026.
Le dinamiche illustrate indicano un ulteriore aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzata rispetto ai periodi precedenti: il peso delle linee con velocità pari o superiori ai 100 Mbit/s è salito, tra marzo 2022 e marzo 2026, dal 63,4% all'85,1%.
Si evidenzia la crescita del peso delle linee commercializzate con capacità trasmissiva ≥1GB/s, passato, nello stesso periodo di tempo, dal 13,7% al 37,6%.
Per ciò che riguarda gli accessi broadband e ultrabroadband, a fine marzo 2026, TIM si conferma il maggiore operatore con il 32,6% degli accessi, seguito da Fastweb+Vodafone con il 28,7% e da Wind Tre con il 14,7%; seguono Sky Italia (4,7%), Eolo (3,6%), Iliad (2,8%) e Tiscali (2,6%). Tra i principali player presenti sul mercato, Iliad e Sky Italia sono quelli che hanno mostrato, su base annua, il maggiore dinamismo guadagnando rispettivamente 0,7 e 0,6 punti percentuali. In crescita (+1,5 punti percentuali) anche gli operatori di minori dimensioni, che si valuta rappresentino circa il 10,5% del mercato delle linee broadband e ultrabroadband.
Relativamente al segmento delle linee in fibra (FTTH), complessivamente in crescita del 19,7% rispetto a marzo 2025, l'operatore Fastweb+Vodafone detiene il primo posto con il 28,7% degli accessi, seguito da TIM (27,1%), Wind Tre (15,6%), Iliad (7,3%), Sky Italia (6,3%), Enel Energia (3,1%) e Tiscali (2,0%).
Le sim Human sono rappresentate per l'85,3% da utenze residenziali, mentre, con riferimento alla tipologia di contratto, poco più del 91% dei casi ricade nella categoria di sim "prepagata".
Key data – Comunicazioni elettroniche
Variazione %
cfr slide
mar-22
mar-23
mar-24
mar-25
mar-26
'26/'25
'26/'22
Rete fissa
Linee complessive (mln)
1.1
20,25
20,28
20,24
20,33
20,45
0,6
1,0
– di cui BB/UBB (mln)
1.2
18,90
19,01
19,12
18,97
19,37
2,1
2,5
SIM complessive (mln)
1.7
106,47
107,64
109,22
110,06
111,32
1,1
4,6
– di cui "human" (mln)
1.7
78,01
78,40
78,11
78,88
78,89
0,0
1,1
Traffico dati (medio giornaliero)
– per linea broadband (GB)
1.5
7,63
8,38
9,41
10,32
11,66
12,9
52,7
– per sim "human" (GB)
1.11
0,58
0,73
0,83
0,92
1,10
19,3
88,5
Fonte: elaborazioni e stime Agcom su dati aziendali
TELEVISIONE
Nel settore televisivo gli ascoltatori che hanno fruito di un contenuto su qualsiasi schermo tradizionale e digitale nel giorno medio del primo trimestre 2026 evidenziano una flessione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sia considerando il "prime time (20:30-22:30)" (-1,4%), sia prendendo in esame l'"intero giorno" (-1,6%). A partire da questa edizione dell'Osservatorio, i dati si riferiscono alla Total Audience[1],che misura gli ascolti relativi ai contenuti televisivi fruiti, in casa e fuori casa, sia attraverso i televisori tradizionali (collegati alla rete digitale terrestre e satellitare), sia tramite dispositivi digitali connessi ad Internet (Tablet, Smartphone, Smart TV, PC, Set-Top-Box, Mini-Set-Top-Box, Game Console, etc). La rilevazione include la visione in diretta (live), quella in differita entro la stessa giornata della messa in onda (cd. VOSDAL -Viewed On Same Day As Live, ossia contenuti pre-registrati, o messi in pausa, o 'riavvolti', ma visti, entro il medesimo giorno); nonché la visione in modalità on demand (VOD). Ampliando l'arco temporale dell'analisi, emerge una riduzione ancora più evidente della platea televisiva tradizionale. In particolare, confrontando il 2026 con il 2024, si riscontra una dinamica di segno negativo degli ascolti nel giorno medio sia nel prime time (-567 mila telespettatori; -2,6%), sia nell'intera giornata (-296 mila telespettatori; -3,2%).
Considerando gli spettatori nel giorno medio del primo trimestre del 2026 riferiti all'intera giornata, si osserva al primo posto Rai con 3,5 milioni di telespettatori corrispondente ad una share del 38,7% e una dinamica in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,1% di ascolti). Mediaset, con 3,4 milioni di individui in media al giorno, pari al 37,2% del pubblico complessivo, presenta invece una flessione rispetto ai primi tre mesi dell'anno precedente (circa 41 mila telespettatori, -1,2%). Seguono Warner Bros. Discovery (con 700 mila spettatori; 7,8% di share) e Comcast/Sky (seguito da oltre 623 mila spettatori e una quota del 6,9% del pubblico televisivo), con una contrazione rispettivamente pari al -7,7% e al -1,4%. In controtendenza, con 422 mila telespettatori raggiunti e una share del 4,7%, troviamo Cairo Communication/La7 che cresce del 2,3% rispetto al 2025.
Ampliando l'arco temporale dell'analisi, tra 2024 e il 2026 tutti gli editori registrano una contrazione del proprio pubblico nel giorno medio salvo Cairo Communication/La7 con ascolti invece in aumento (+15,3%, pari ad un incremento di 56 mila telespettatori). Nel dettaglio Rai perde 63 mila telespettatori (-1,8%), Mediaset 99 mila individui (-2,9%), Warner Bros. Discovery 87 mila utenti (-11,1%), e infine Comcast/Sky 30 mila telespettatori (-4,6%).
Con specifico riferimento ai principali canali analizzati (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, TV8 e Nove), nel "prime time" si registrano nel complesso poco meno di 15,5 milioni di telespettatori, in crescita di circa 171 mila individui (+1,1%) sul 2025.
Si riscontrano andamenti in flessione per Rai 1 che con circa 5 milioni medi di telespettatori presenta una share di circa il 24% in riduzione di 2,6 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2025. Viceversa, cresce la quota di Canale 5 e Rai 2 che nel medesimo periodo hanno raggiunto, rispettivamente, 4,3 milioni di telespettatori (20,7% del pubblico; +6,1 punti percentuali) e 946 mila telespettatori (4,5% del pubblico; +0,4 punti percentuali), così come quello di La7 che è stato seguito da oltre 1,2 milioni di spettatori (5,8% di share; +0,1 punti percentuali). Dinamiche opposte si riscontrano per Italia1 e Rai 3 che nel primo trimestre del 2026 ottengono 1,1 milioni, il primo, e poco meno di 1 milione di telespettatori, il secondo, corrispondenti ad una share del 5,3% per Italia 1 (-0,8 punti percentuali rispetto al all'anno precedente) e del 4,8% per Rai 3 (-0,5 punti percentuali rispetto al medesimo periodo); per Rete 4, che registra 877 mila telespettatori e una share del 4,2% (-0,4 punti percentuali); Nove, con 575 mila ascoltatori e una quota del 2,8% (-0,4 punti percentuali) e, infine, di TV8 che conta 421 mila soggetti (pari al 2% del pubblico complessivo; -0,2 punti percentuali).
Key data: canali televisivi per ascolti nel 2026
share nel giorno medio – prime time (%) (cfr. slide 2.4)
Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel
(gennaio – marzo)
Variaz. p.p.
2025
2026
'25-'26
Rai 1
26,6
24,0
-2,6
Canale 5
14,6
20,7
+6,1
La7
5,6
5,8
+0,1
Italia 1
6,1
5,3
-0.8
Rai 3
5,3
4,8
-0,5
Rai 2
4,1
4,5
+0,4
Rete 4
4,6
4,2
-0,4
Nove
3,1
2,8
-0,4
TV8
2,2
2,0
-0,2
Key data – canali TV
Canali TV – Ascolti giornalieri (mln)
Variaz. %
(gennaio – marzo)
cfr slide
2024
2025
2026
'26/'25
'26/'24
Giorno medio (02:00-25:59)
2.1
21,5
21,2
20,9
-1,4
-2,6
Prime time (20:30-22:30)
2.1
9,3
9,2
9,0
-1,6
-3,2
Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel, Nielsen Arianna
Con riferimento ai telegiornali che vanno in onda nella fascia oraria centrale della giornata (12:00-14:30), si può notare un lieve incremento su base annua del tempo speso dagli utenti [1], che nel primo trimestre del 2026 è pari a circa 203 milioni di ore nel giorno medio.
In termini di ascolti, il telegiornale più visto nel primo trimestre del 2026 è il Tg1 delle 13:30 (oltre 3,3 milioni di ascoltatori e una contrazione del 2,2% su base annua). Seguono il Tg5 delle 13:00 (oltre 2,7 milioni di telespettatori e un decremento dell'1,4%), l'edizione delle 14:00 del TgR (dedicata a temi dell'informazione locale trasmessa su Rai 3), che supera di poco i 2,1 milioni di ascoltatori e registra un decremento del pubblico (-3,9%). Una dinamica in contrazione è registrata anche per il Tg 4 delle 12:00 che ottiene 371 mila telespettatori (-8,1%). Presentano andamenti opposti il Tg 2 che, con poco meno di 1,7 milioni di telespettatori, risulta in crescita del 6,5% e Studio Aperto delle 12:25 che raggiunge quasi 1,2 milioni di telespettatori (+4,4%), il Tg La7 delle 13:30 (+1,6%).
Per quanto riguarda gli altri Tg serali di MFE/Mediaset, andamenti positivi si riscontrano, sia per gli ascoltatori di Studio Aperto delle 18:30, che passano da 607 mila a 794 mila (+17% su base annua), sia per gli ascolti del Tg4 delle 19:00 che passano da 670 a 794 mila spettatori giornalieri circa (+18,6%).
Ampliando l'arco temporale dell'analisi, emerge come, in termini di tempo speso, i valori medi raggiunti delle principali edizioni del giorno e della sera dei telegiornali nel 2026 risultino pressoché invariati rispetto ai livelli registrati nel 2024. Diversamente, in termini di ascoltatori si riscontrano dinamiche differenziate.
Con riferimento alla fascia oraria 18:30-21:30 nel primo trimestre del 2025, le ore dedicate alla visione dei telegiornali aumentano dello 0,3% rispetto al 2024.
Sempre nello stesso periodo, in termini di numerosità degli ascolti nel giorno medio, registrano una dinamica negativa il Tg1 (-0,7%), il Tg3 (-1,1%), il TgR (-5,6%), il Tg5 (-7%) mentre vedono crescere il numero di spettatori negli ultimi due anni il Tg2 (+3,9%), Studio Aperto (+30,9%), il Tg4 (+47%) e Il Tg La7 (+14,4%).
[1] Tempo speso: è la somma del tempo dedicato da ciascuno spettatore, nel giorno medio del periodo di riferimento, alla visione delle edizioni dei TG nelle fasce orarie considerate.
Key data – TG
TG – Tempo medio speso dagli utenti da inizio anno (mln. di ore)
Variazione %
(gennaio – marzo)
cfr slide
2024
2025
2026
'26/'25
'26/'24
TG fascia 12:00 – 14:30
2.5
202,4
201,2
202,5
+0,7
+0,1
TG fascia 18:30- 21:00
2.5
278,5
276,5
279,3
+1,0
+0,3
Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel
Per i principali canali "all news" (RaiNews24, TGCom24 e Sky TG24), si riscontra una dinamica positiva su base annua del pubblico in tutte le fasce orarie considerate per RaiNews24 e TGCom 24, mentre Sky TG24 registra un lieve decremento di spettatori medi nella sola fascia oraria 07:00 – 09:00 (-0,4%).
Nel prime time 20:30 – 22:30 RaiNews24 vede aumentare i telespettatori del 20,8% su base annua, Sky TG24 del 24% e il TGCom24 del 19%.
QUOTIDIANI
Con riferimento all'editoria quotidiana, si conferma anche nei tre mesi del 2026 la dinamica negativa del comparto che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti.
Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 118 milioni di unità (circa 1,5 milioni di copie medie giornaliere nei tre mesi del 2026), si osserva una flessione su base annua del 7,6% e del 24,8% rispetto ai primi tre mesi del 2022[2].
Considerando le testate che riportano prevalentemente notizie di interesse nazionale e quelle maggiormente dedicate alle notizie locali, nel confronto con il 2025, i quotidiani appartenenti alla seconda categoria hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli della prima categoria (-7,3% vs -7,9%). Diversamente, ampliando il confronto al 2022, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 23,6 % a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-26,6%).
Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 85 milioni (1,1 milione di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 10% (risultavano 94 milioni nel primo trimestre del 2025) e del 32,2% rispetto al 2022 quando ne venivano vendute complessivamente 125 milioni.
Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il 2026 con l'anno precedente del 1,1% mentre risultano in crescita del 4%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (tre mesi del 2022).
La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è più concentrata rispetto a quella cartacea. Infatti, nel 2026, le prime cinque testate in termini di copie digitali (Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Gazzetta dello Sport) rappresentano il 63% delle copie complessivamente vendute, mentre, se si considerano le prime cinque testate in termini di copie digitali (in questo caso il Corriere della Sera, Avvenire, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport, e La Stampa) si raggiunge una quota del 33% sul totale delle vendite dei quotidiani in tale formato.
Per le altre categorie individuate, nonostante il calo generalizzato delle copie complessive, alcune testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza. In particolare, i quotidiani sportivi nel formato cartaceo risultano più stabili negli ultimi 5 anni, con una flessione moderata (-27,1%, -3,5 milioni di copie). Diversamente, i quotidiani economici, nell'arco dell'intero periodo considerato, registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-42,8%, pari a -2,2 milioni di copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-7,6%, pari a -500 mila copie). Le prime 10 testate locali per vendite evidenziano, nel periodo considerato, una flessione delle copie cartacee (-9,9% su base annua e -31,9% rispetto al 2022) e una crescita per quelle digitali (+2,1% su base annua e +13,7% dal confronto con il 2022); analogamente le altre testate locali mostrano una contrazione delle vendite nel formato cartaceo e un incremento, seppur molto lieve, di quelle digitali.
L'analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nel primo trimestre del 2026, Cairo/RCS quale principale player sul mercato (20,7% considerando il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da GEDI con il 12% (il dato comprende La Repubblica e La Stampa)[2], da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Gruppo Sole 24 ore rispettivamente con il 8,6% e il 7%.
Nelle posizioni successive, Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) con il 6,8%, Avvenire Nuova Editoriale Italiana con il 4,4%, seguito da Nord-est Multimedia che, (tenuto conto delle seguenti testate: Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo) raggiunge una quota del 4 %; da Roberto Amodei con il 3,9% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); dal Gruppo SAE con il 3,4% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena, La provincia Pavese) e da Tosinvest/Angelucci con il 3,6% (considerando Il Giornale, Opinioni nuove – Libero quotidiano e Il Tempo).
Key data – Editoria quotidiana
Copie giornaliere vendute nell'anno (mln)
Variazione %
(gennaio – marzo)
cfr slide
2022
2023
2024
2025
2026
'26/'25
'26/'22
TOTALE
2.8
157
145
137
128
118
-7,6
-24,8
– quotidiani nazionali
2.8
96
89
84
79
73
-7,9
-23,6
– quotidiani locali
2.8
62
56
53
49
45
-7,3
-26,6
– copie cartacee
2.8
125
112
103
94
85
-10,0
-32,2
– copie digitali
2.8
32
34
34
34
34
-1,1
+4,0
Fonte: elaborazioni su dati Agcom su dati ADS
PIATTAFORME ONLINE