(AGENPARL) - Roma, 19 Ottobre 2026 - Dal 20 al 22 ottobre il Dubai World Trade Centre ospita la 28ª edizione della manifestazione dedicata ad acqua, energia e sostenibilità. Tra i protagonisti anche il Made in Italy, con un Padiglione nazionale organizzato dall’Agenzia ICE
Dubai si prepara ad accogliere una nuova edizione di WETEX, la manifestazione internazionale dedicata all’acqua, all’energia, alla tecnologia e all’ambiente, che aprirà i battenti martedì 20 ottobre al Dubai World Trade Centre e proseguirà fino a giovedì 22. Organizzata dalla Dubai Electricity and Water Authority (DEWA), l’autorità pubblica responsabile dei servizi elettrici e idrici dell’emirato, la fiera rappresenta uno dei principali appuntamenti economici e industriali del Medio Oriente per le imprese impegnate nella trasformazione dei sistemi energetici, nella gestione delle risorse naturali e nello sviluppo delle infrastrutture sostenibili. L’edizione 2026 assume un significato particolare in una fase in cui la crescita della domanda elettrica, l’espansione dell’intelligenza artificiale e la necessità di rendere più efficienti le reti idriche stanno modificando le priorità di investimento di governi e operatori industriali.
La manifestazione, giunta alla ventottesima edizione, si svolge sotto le direttive dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti e sovrano di Dubai, e con il patrocinio dello sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente del Consiglio supremo dell’energia dell’emirato. Secondo i dati comunicati dagli organizzatori alla vigilia dell’apertura, WETEX 2026 coinvolgerà circa 3.000 aziende provenienti da 60 Paesi, con 13 padiglioni internazionali, 60 sponsor e 23 partner e organizzazioni di sostegno. Si tratta di una partecipazione che conferma la capacità di Dubai di richiamare imprese tecnologiche, società di ingegneria, investitori e rappresentanti delle istituzioni interessati ai programmi di modernizzazione delle infrastrutture nella regione del Golfo.
Il peso economico della manifestazione emerge anche dal confronto con l’edizione precedente, che aveva registrato circa 3.100 espositori e oltre 50.000 visitatori, distribuiti su una superficie espositiva di 95.000 metri quadrati. WETEX non è soltanto una vetrina di prodotti e soluzioni industriali: la presenza di enti pubblici, aziende di servizi essenziali e grandi operatori delle costruzioni consente di avviare contatti commerciali che possono tradursi in forniture, collaborazioni tecnologiche e partecipazione a progetti infrastrutturali. È soprattutto questa funzione di collegamento tra domanda pubblica e offerta industriale a rendere l’appuntamento rilevante per le imprese straniere interessate a rafforzare la propria presenza negli Emirati e nei mercati limitrofi.
L’edizione 2026 amplia inoltre il tradizionale perimetro delle tecnologie energetiche e ambientali, dedicando particolare attenzione all’intelligenza artificiale, alla digitalizzazione delle reti, alla mobilità elettrica, all’idrogeno verde e alle città intelligenti. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è favorire l’incontro tra settori che fino a pochi anni fa venivano spesso affrontati separatamente, ma che oggi risultano sempre più interdipendenti. La gestione dell’energia, per esempio, non può più prescindere dai sistemi digitali di controllo, così come lo sviluppo di nuovi centri dati richiede investimenti nella produzione elettrica, nella distribuzione e nel raffreddamento degli impianti.
Il Padiglione Italia e le opportunità per il Made in Italy
Tra le presenze internazionali più significative figura quella italiana, coordinata dall’Agenzia ICE, che ha organizzato un Padiglione nazionale dedicato alle tecnologie ambientali, all’energia e alla gestione delle risorse idriche. La presentazione ufficiale diffusa a settembre dagli organizzatori di WETEX annunciava la partecipazione di 45 aziende e startup innovative, riunite in uno spazio superiore a 500 metri quadrati. Il Padiglione è collocato nell’area riservata al trattamento dell’acqua, delle acque reflue, dei rifiuti e alle tecnologie ambientali, un settore nel quale l’industria italiana dispone di competenze consolidate nella progettazione degli impianti, nella componentistica e nell’automazione dei processi.
La presenza italiana non si limita alle tecnologie per la depurazione. Le imprese coinvolte rappresentano anche comparti come i sistemi elettrici, l’energia solare, le fonti rinnovabili, il recupero delle risorse e le soluzioni per migliorare l’efficienza degli impianti industriali. Si tratta di attività nelle quali le aziende italiane possono competere non soltanto attraverso la fornitura di macchinari, ma anche mediante servizi di progettazione, personalizzazione tecnologica e assistenza specialistica. Nei mercati del Golfo, caratterizzati da investimenti infrastrutturali di grandi dimensioni e da condizioni climatiche particolarmente impegnative, l’affidabilità degli impianti e la capacità di adattare le soluzioni alle esigenze operative dei committenti costituiscono fattori competitivi importanti.
L’Agenzia ICE considera WETEX uno strumento per rafforzare i rapporti commerciali tra le imprese italiane e i grandi acquirenti della regione. L’iniziativa è stata concepita per facilitare incontri con autorità pubbliche, municipalità, società di servizi, sviluppatori immobiliari, imprese di ingegneria e grandi appaltatori. In questo contesto assumono particolare rilievo sia i rapporti tra imprese, attraverso gli incontri business-to-business, sia quelli con i soggetti pubblici responsabili dei programmi di investimento, attraverso le attività business-to-government. Per molte piccole e medie imprese italiane, l’accesso diretto a questi interlocutori può rappresentare un passaggio decisivo per entrare in un mercato nel quale la conoscenza delle procedure di acquisto e la costruzione di relazioni commerciali stabili sono spesso importanti quanto la qualità del prodotto.
La collaborazione tra ICE e WETEX prosegue da oltre quindici anni e si inserisce in un rapporto economico bilaterale che ha assunto un peso crescente. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia italiana per il commercio estero e ripresi dagli organizzatori, nel 2025 le esportazioni italiane verso gli Emirati Arabi Uniti nei settori dell’acqua, delle tecnologie ambientali, dell’energia e delle apparecchiature elettriche hanno raggiunto 1,25 miliardi di euro. Nei primi cinque mesi del 2026 il valore è stato pari a 402,4 milioni di euro, con una diminuzione del 15,83% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato segnala che le opportunità offerte dal mercato emiratino si accompagnano a una congiuntura non priva di difficoltà e a una competizione internazionale che richiede alle imprese italiane continui investimenti in innovazione e presenza commerciale.
Un ulteriore indicatore della profondità dei rapporti economici è rappresentato dalle oltre 600 aziende italiane stabilite negli Emirati Arabi Uniti, secondo le informazioni diffuse in occasione della presentazione del Padiglione. Questa presenza contribuisce a rendere il Paese una piattaforma commerciale per l’accesso ad altri mercati del Medio Oriente e dell’area circostante. Per le imprese italiane specializzate in tecnologie ambientali, Dubai può dunque rappresentare non soltanto un mercato di destinazione, ma anche un punto di riferimento per sviluppare partnership industriali e commerciali su scala regionale. wetex.ae
La partecipazione nazionale è sostenuta anche da misure volte a contenere i costi per gli espositori. Nella documentazione relativa a WETEX 2026, l’Agenzia ICE ha previsto la gratuità del primo modulo espositivo nell’ambito delle agevolazioni di riferimento per l’emergenza in Medio Oriente, mentre sono state definite condizioni specifiche per eventuali spazi aggiuntivi. La misura assume particolare importanza per le piccole imprese e le startup, che possono incontrare maggiori difficoltà nel sostenere autonomamente i costi di partecipazione alle grandi manifestazioni internazionali. L’obiettivo è favorire una presenza articolata del sistema produttivo italiano, evitando che l’accesso alle opportunità commerciali sia riservato esclusivamente alle aziende di maggiori dimensioni. Agenzia ICE
Energia e intelligenza artificiale: la nuova sfida delle infrastrutture
Uno dei temi centrali di WETEX 2026 sarà il rapporto tra sviluppo dell’intelligenza artificiale e disponibilità di energia. L’espansione dei centri dati, delle piattaforme di calcolo avanzato e dei servizi digitali sta aumentando l’attenzione verso la capacità delle reti elettriche di sostenere carichi elevati e continui. Per i governi e le società energetiche, la questione non riguarda soltanto la costruzione di nuovi impianti di generazione, ma anche il potenziamento delle reti di trasmissione, la gestione dei picchi di domanda, l’affidabilità delle forniture e l’integrazione di fonti rinnovabili caratterizzate da una produzione variabile.
Il programma della manifestazione dedica spazio proprio a questi aspetti, con incontri sulle infrastrutture necessarie ad alimentare l’intelligenza artificiale, sulle reti elettriche del futuro e sulle tecnologie capaci di migliorare la stabilità dei sistemi energetici. L’attenzione si concentra anche sui cosiddetti gemelli digitali, modelli informatici che riproducono il comportamento di infrastrutture fisiche e permettono di simulare condizioni operative, individuare criticità e programmare interventi di manutenzione. Nel settore dei servizi pubblici, strumenti di questo tipo possono contribuire a ridurre i guasti, ottimizzare l’impiego delle risorse e migliorare la continuità delle forniture, soprattutto in sistemi complessi che devono servire aree urbane in rapida espansione.
Per Dubai e per gli altri grandi centri economici del Golfo, il collegamento tra energia e digitalizzazione presenta caratteristiche specifiche. Le elevate temperature, la necessità di alimentare sistemi di climatizzazione su larga scala e la crescita delle attività industriali e tecnologiche rendono la disponibilità di elettricità un elemento essenziale della competitività economica. Allo stesso tempo, la volontà di diversificare le economie regionali rispetto alla tradizionale dipendenza dagli idrocarburi richiede investimenti in nuovi settori produttivi, tra cui servizi digitali, tecnologie avanzate e infrastrutture sostenibili.
In questo quadro, l’intelligenza artificiale viene presentata sia come una nuova fonte di domanda energetica sia come uno strumento per rendere più efficiente la gestione delle reti. Algoritmi di previsione e sistemi automatizzati possono contribuire a stimare i consumi, individuare anomalie, programmare la manutenzione e migliorare il coordinamento tra produzione e distribuzione. I benefici, tuttavia, dipendono dalla qualità dei dati disponibili, dalla sicurezza informatica e dalla capacità delle organizzazioni di integrare le nuove tecnologie nei processi operativi. Per questa ragione, WETEX affronta anche il tema della protezione delle infrastrutture digitali e dell’affidabilità dei sistemi automatizzati, aspetti che assumono particolare importanza quando riguardano servizi essenziali come elettricità e acqua.
L’interesse per queste tecnologie non si limita agli Emirati Arabi Uniti. La trasformazione dei sistemi energetici coinvolge operatori e investitori di numerosi Paesi, mentre la crescente diffusione dei centri dati alimenta una competizione internazionale per l’accesso a energia affidabile, terreni, infrastrutture di collegamento e competenze specialistiche. WETEX si inserisce quindi in una tendenza più ampia, nella quale le politiche energetiche e quelle industriali risultano sempre più strettamente collegate.
Acqua, idrogeno verde e mobilità elettrica
Accanto all’energia, la gestione delle risorse idriche rimane uno dei pilastri della manifestazione. Nei Paesi del Golfo, caratterizzati da una disponibilità limitata di acqua dolce, la desalinizzazione, il trattamento delle acque reflue e il riutilizzo delle risorse rappresentano settori strategici per la sicurezza degli approvvigionamenti. La crescita demografica e urbana aumenta ulteriormente la necessità di sviluppare impianti efficienti, ridurre le perdite delle reti e contenere il consumo energetico associato alla produzione e alla distribuzione dell’acqua.
Tra i temi previsti dal programma figurano le reti idriche intelligenti, le tecnologie di filtrazione avanzata e i sistemi per migliorare l’efficienza dei processi di desalinizzazione. Particolare attenzione sarà riservata alle soluzioni capaci di aumentare il recupero dell’acqua e ridurre l’impatto degli scarichi salini, una delle questioni ambientali connesse all’impiego degli impianti di osmosi inversa. Per le aziende italiane specializzate in pompe, valvole, membrane, sensori, automazione e trattamento delle acque, questi sviluppi possono aprire spazi commerciali interessanti, soprattutto nei progetti che richiedono un’integrazione tra componenti meccaniche e sistemi digitali.
Un altro settore al centro del confronto sarà quello dell’idrogeno verde, prodotto attraverso processi alimentati da energia rinnovabile. Le applicazioni industriali dell’idrogeno e le possibilità di integrazione con altre fonti energetiche attirano l’interesse di governi e imprese impegnati nella riduzione delle emissioni. Restano tuttavia aperte questioni rilevanti legate ai costi di produzione, alla disponibilità di elettricità rinnovabile, alle infrastrutture di trasporto e alla creazione di una domanda industriale stabile. Il dibattito previsto a Dubai potrà contribuire a mettere a confronto tecnologie e modelli di investimento, ma il passaggio dalla sperimentazione alla diffusione commerciale su larga scala dipenderà soprattutto dalla sostenibilità economica dei progetti.
La mobilità elettrica avrà uno spazio dedicato attraverso la Green Mobility Zone e il Dubai Charge Point Operators Forum 2026, appuntamento rivolto agli operatori delle infrastrutture di ricarica. La crescita del numero di veicoli elettrici impone infatti di affrontare problemi che vanno oltre la disponibilità delle colonnine: occorre coordinare gli investimenti con la capacità delle reti di distribuzione, definire standard tecnici compatibili e garantire un servizio affidabile agli utenti. La diffusione della ricarica rapida, in particolare, può comportare richieste di potenza significative e richiede una pianificazione attenta per evitare congestioni e costosi interventi non programmati sulle infrastrutture elettriche.
Anche in questo settore emerge il legame tra innovazione tecnologica e politiche industriali. Le infrastrutture di ricarica coinvolgono produttori di componenti elettriche, società di software, operatori energetici, costruttori automobilistici e amministrazioni pubbliche. La loro realizzazione può generare nuove opportunità commerciali, ma richiede regole chiare e una distribuzione dei costi che renda sostenibili gli investimenti nel lungo periodo. La presenza contemporanea di questi soggetti a WETEX costituisce uno degli elementi che possono favorire il confronto su soluzioni operative e modelli di sviluppo.
Dubai come piattaforma economica per la transizione energetica
La rilevanza di WETEX va letta anche alla luce della strategia con cui Dubai cerca di rafforzare la propria posizione nei mercati internazionali delle tecnologie e dei servizi. L’emirato ha sviluppato nel tempo una rete di infrastrutture logistiche, finanziarie e commerciali che ne favorisce il ruolo di collegamento tra Europa, Asia e Africa. La presenza di grandi imprese, investitori e istituzioni pubbliche crea un contesto nel quale le manifestazioni specializzate possono diventare strumenti di politica industriale, oltre che occasioni di promozione commerciale.
La Dubai Clean Energy Strategy 2050 costituisce uno dei principali riferimenti della pianificazione energetica locale. In questo quadro si inseriscono gli investimenti nelle fonti rinnovabili, nell’efficienza energetica e nelle tecnologie per la gestione delle risorse. Il Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park, uno dei progetti simbolo della strategia energetica dell’emirato, rappresenta anche un punto di interesse per gli operatori internazionali. Durante WETEX, DEWA offrirà agli espositori la possibilità di visitare il Centro per la sostenibilità e l’innovazione situato presso il parco solare, con l’obiettivo di mostrare applicazioni e iniziative collegate allo sviluppo delle tecnologie pulite.
L’edizione 2026 prevede inoltre un programma articolato di incontri specialistici e tavole rotonde, con sessioni dedicate alle energie rinnovabili, alle reti elettriche, all’acqua, alla trasformazione digitale e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli organizzatori hanno annunciato 119 seminari e momenti di approfondimento, distribuiti tra i diversi spazi espositivi. La struttura del programma riflette l’evoluzione della manifestazione da evento prevalentemente settoriale a luogo di confronto tra industrie che condividono sfide tecnologiche e infrastrutturali sempre più simili.
Sono previsti anche incontri tra imprese, rappresentanti delle amministrazioni e investitori, oltre alla possibile sottoscrizione di memorandum d’intesa e accordi di collaborazione. È importante distinguere, tuttavia, tra le intese annunciate durante una manifestazione e gli investimenti effettivamente realizzati: un memorandum può rappresentare l’avvio di una trattativa, ma non equivale necessariamente a un contratto esecutivo o a un progetto già finanziato. La portata economica dei risultati di WETEX 2026 potrà quindi essere valutata soltanto sulla base degli accordi concretamente conclusi e delle iniziative che avranno seguito dopo la chiusura della fiera.
Per l’Italia, la partecipazione al Padiglione nazionale rappresenta un’opportunità per consolidare relazioni commerciali in comparti nei quali il sistema produttivo dispone di competenze riconosciute, ma deve confrontarsi con concorrenti internazionali sempre più presenti. Le tecnologie per l’acqua, l’efficienza energetica, la componentistica elettrica e l’automazione industriale sono settori nei quali la capacità di offrire soluzioni specializzate può costituire un vantaggio, soprattutto quando i progetti richiedono prestazioni elevate e adattamento alle condizioni locali.
La presenza delle imprese italiane assume quindi un significato che supera quello della semplice partecipazione fieristica. In un mercato caratterizzato da grandi programmi infrastrutturali e da una crescente attenzione alla sostenibilità, la possibilità di stabilire rapporti diretti con committenti pubblici e privati può contribuire all’internazionalizzazione delle aziende e alla diversificazione delle destinazioni commerciali. La diminuzione delle esportazioni registrata nei primi mesi del 2026 rende ancora più importante trasformare la visibilità ottenuta durante la manifestazione in collaborazioni industriali e contratti duraturi.
Quando WETEX aprirà le porte il 20 ottobre, il confronto non riguarderà soltanto le tecnologie esposte negli stand, ma anche le scelte economiche che accompagneranno lo sviluppo delle infrastrutture nei prossimi anni. La crescente domanda di energia, la scarsità delle risorse idriche, l’espansione dell’intelligenza artificiale e la necessità di ridurre le emissioni impongono investimenti che coinvolgono contemporaneamente governi, imprese e operatori finanziari. Per il Made in Italy, la sfida sarà dimostrare che le proprie competenze industriali possono contribuire concretamente a questa trasformazione, traducendo l’interesse per l’innovazione italiana in nuove opportunità sui mercati del Medio Oriente.
