(AGENPARL) - Roma, 29 Luglio 2026 - "Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori dell'ex Ilva che sciopereranno per difendere una produzione strategica per l'intera manifattura nazionale. La siderurgia italiana paga il prezzo di un'assenza colpevole del Governo Meloni, che ha lasciato questo dossier arenarsi per anni tra piani annunciati e mai realizzati e trattative con soggetti industriali e finanziari che non hanno mai prodotto una soluzione stabile".
Lo dichiarano Alberto Pandolfo e Vinicio Peluffo rispettivamente capogruppo e vicepresidente in Commissione Attività produttive della Camera.
"Chi oggi difende la produzione siderurgica nazionale, insieme all'obiettivo irrinunciabile della decarbonizzazione e alla tutela della salute di lavoratori e cittadini, sono ancora una volta i lavoratori, i sindacati e le imprese. Non è un caso che Federmeccanica abbia lanciato un allarme durissimo parlando di 'omicidio industriale': lo spegnimento dell'ex Ilva non riguarderebbe soltanto l'area a caldo, ma avrebbe conseguenze sull'intero indotto, aumentando la dipendenza dell'Italia dall'acciaio prodotto all'estero e indebolendo la nostra autonomia industriale".
"Di fronte alla sospensione disposta dalla Corte d'Appello di Milano, il Governo deve assumersi una responsabilità precisa: serve una politica industriale in grado di tenere insieme salute, ambiente, innovazione e competitività. Non è più possibile affrontare una transizione così delicata con l'improvvisazione che ha caratterizzato questi anni".
"Quella dell'ex Ilva è un'emergenza nazionale che il Governo Meloni, con il silenzio della maggioranza, ha scelto di rinviare troppo a lungo. Il tempo è scaduto: occorre mettere in campo una soluzione capace di garantire il futuro produttivo del sito e dell'intera filiera. Per questo riteniamo necessario avviare un percorso di nazionalizzazione dell'ex Ilva, anche in forma temporanea, perché si tratta di un asset strategico per il sistema industriale del Paese".