(AGENPARL) - Roma, 29 Luglio 2026 - "Il gruppo del Partito Democratico alla Camera ha presentato nelle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia un parere sullo schema di decreto legislativo di adeguamento all'AI Act europeo perché questo provvedimento contiene aspetti che non possono essere affrontati con leggerezza. Siamo assolutamente convinti che alla magistratura e alle forze dell'ordine debbano essere forniti tutti gli strumenti che consentano loro di svolgere al meglio le indagini e che garantiscano la loro stessa sicurezza. Ma con questo provvedimento, si eccede nell'uso di strumenti estremamente invasivi, come l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e i sistemi di identificazione biometrica e di riconoscimento facciale, destinati a incidere sui diritti fondamentali e sulle libertà personali dei cittadini. Proprio per questo è indispensabile prevedere garanzie rigorose, il controllo preventivo dell'autorità giudiziaria e il pieno rispetto dei principi di necessità e proporzionalità previsti dal diritto europeo". Lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, annunciando la presentazione del parere del gruppo PD nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera sullo schema di decreto legislativo in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per l'attività di polizia e di responsabilità civile e penale. "Con il nostro parere chiediamo di correggere le disposizioni che rischiano di aprire la strada a forme di sorveglianza generalizzata, incompatibili con i principi europei e con le garanzie costituzionali. Per strumenti così invasivi è essenziale assicurare il ruolo di garanzia della magistratura, prevedendo l'intervento di un'autorità giudiziaria indipendente per autorizzarne l'utilizzo, come richiesto anche dal quadro europeo. Nessuna limitazione dei diritti delle persone può essere fondata esclusivamente sull'esito di un algoritmo: il doppio controllo umano, la verifica e la responsabilità devono restare sempre centrali. L'innovazione tecnologica è una grande opportunità, ma non può trasformarsi in uno strumento di compressione delle libertà personali o di arretramento dello Stato di diritto".
Roma, 29 luglio 2026