(AGENPARL) - Roma, 21 Luglio 2026 - Ernesto Chiarantoni si distinse per la sua mente analitica e una profonda conoscenza dei sistemi complessi nonché per la sua capacità di unire la teoria dei segnali e dell'automazione a problemi pratici, dote che si rivelò fondamentale quando iniziò a studiare l'impatto ambientale della fabbrica Fibronit sul contesto urbano. Fu animato dalla volontà di illustrare le conseguenze derivanti dalla produzione di amianto al punto da fornire il supporto tecnico necessario a contrastare le tesi che minimizzavano il rischio per la salute dei cittadini, analizzando dati e studiando le mappe di dispersione delle fibre.
La sua scomparsa lasciò un vuoto enorme nel movimento ambientalista barese, ma non ne fermò l'azione. Egli riuscì a dare dignità scientifica alle morti silenziose degli operai e dei cittadini che avevano vissuto all'ombra della fabbrica, trasformando il dolore individuale in una battaglia collettiva per il diritto alla salute.
Se oggi quell'area è stata definitivamente bonificata, messa in sicurezza e trasformata in un parco attrezzato, lo si deve anche grazie a Ernesto Chiarantoni.
"Ho condiviso convintamente la proposta del comitato cittadino Fibronit di intitolare questo spazio a Ernesto Chiarantoni – commenta il sindaco Vito Leccese – che, oltre ad essere un brillante studioso e un profondo conoscitore della materia, fu uno dei principali sostenitori dell'idea, oggi divenuta realtà, che quel sito dovesse diventare un grande parco pubblico, quasi a voler sperare che la bonifica di quell'area, e la successiva nascita di un grande polmone verde, potesse diventare un atto di riconciliazione con tutto il territorio. La sua storia, infatti, è diventata un simbolo della lotta ambientale dell'intera città. Purtroppo Ernesto Chiarantoni non potrà assistere alla realizzazione di quel sogno ma, attraverso i suoi studi e la sua incrollabile caparbietà, la sua memoria sarà legata per sempre e in maniera indissolubile al futuro parco della Rinascita".
"Intitolare l'area giochi a Ernesto Chiarantoni non è un semplice atto formale – dichiara Nicola Brescia , presidente del comitato cittadino Fibronit -. È un abbraccio che la città restituisce a uno dei suoi figli più generosi, più tenaci, più giusti. Ernesto è stato una colonna portante del comitato cittadino Fibronit. Nel nostro direttivo, fino all'ultimo giorno, ha portato una passione incrollabile, un rigore morale e una forza che non si sono mai piegati. Ha lottato a viso aperto contro il mostro dell'amianto, mettendo la propria intelligenza, il proprio tempo e l'amore per questa terra al servizio di tutti noi. Ha combattuto per trasformare un luogo di dolore in un polmone di vita pubblica, pretendendo quella bonifica e quella riconversione che molti, all'inizio, definivano un sogno impossibile.
Ogni bambino che correrà felice su questo terreno bonificato sarà la risposta più bella e più forte al dolore del passato. È la dimostrazione che la determinazione di un popolo e la passione di uomini come Ernesto Chiarantoni possono davvero cambiare la storia di una città e far germogliare la vita là dove c'era solo veleno.
Ad Ernesto diciamo grazie. Non ti abbiamo dimenticato, non ti dimenticheremo mai".
