(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - "Fa sorridere che Giuseppe Conte, Roberto De Raho e Roberto Scarpinato tentino oggi di impartire lezioni di antimafia, presentando come rivoluzionarie proposte che arrivano dopo anni di governo nei quali avrebbero potuto realizzarle. Il Governo Meloni ha rimesso il contrasto alla criminalità organizzata al centro dell'azione dello Stato, rafforzando gli strumenti a disposizione delle Forze dell'ordine, sostenendo il lavoro della magistratura, investendo nella sicurezza e intervenendo sul sistema penitenziario. Noi preferiamo i fatti alle conferenze stampa. Ancora più grave è il tentativo di utilizzare il tema della mafia come un'arma politica contro la maggioranza e contro la Commissione parlamentare Antimafia. Da mesi assistiamo a un'offensiva sistematica nei confronti della presidente Chiara Colosimo, colpevole soltanto di svolgere il proprio ruolo con autonomia, rigore e senza piegarsi a ricostruzioni precostituite. La verità è che questa Commissione sta affrontando vicende che per troppo tempo sono rimaste ai margini del dibattito pubblico e questo evidentemente dà fastidio a chi era abituato a un'Antimafia selettiva, pronta a puntare il dito da una sola parte e molto meno disponibile ad approfondire tutto il resto. L'antimafia non appartiene alla sinistra né al Movimento Cinque Stelle. Appartiene allo Stato. E proprio per questo è inaccettabile che Conte, De Raho e Scarpinato provino a trasformarla in uno strumento di propaganda o di delegittimazione delle istituzioni. Fratelli d'Italia continuerà a sostenere con convinzione il lavoro del Governo Meloni e della Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Chiara Colosimo, respingendo ogni tentativo di intimidire o condizionare un'attività che deve svolgersi con serenità, libertà e nel solo interesse della verità. Chi oggi organizza conferenze stampa farebbe bene a rispettare il lavoro delle istituzioni. Gli italiani chiedono risultati nella lotta alle mafie, non l'ennesima operazione di propaganda costruita per alimentare polemiche politiche".
Alberto