(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - Bruxelles – L’Unione europea si schiera a difesa della Corte Penale Internazionale (CPI). Oggi (14 luglio), durante il briefing quotidiano della Commissione, il portavoce per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, ha risposto con fermezza alle minacce giunte dagli Stati Uniti: ogni attacco o minaccia contro la Corte, i suoi funzionari e il personale è considerato “inaccettabile”.
L’UE ribadisce il fermo sostegno allo Statuto di Roma, rispettando l’indipendenza e l’imparzialità di una Corte che – ha ricordato El Anouni – “non prende di mira gli Stati sovrani, né costituisce una minaccia alla loro sovranità”. La CPI, al contrario, esercita la propria giurisdizione sulle persone fisiche responsabili dei crimini più gravi che destano preoccupazione per la comunità internazionale.
L’offensiva di Marco Rubio: un piano per “neutralizzare” la Corte
Nonostante gli USA non aderiscano alla CPI – al pari di Israele e Russia – il segretario di Stato, Marco Rubio, ha definito il tribunale una “minaccia esistenziale”. In un videomessaggio su X e in un articolo sul Wall Street Journal, Rubio ha dichiarato che la CPI e i suoi alleati stanno “dichiarando guerra” agli Stati Uniti, non con le armi, ma con “statuti, trattati e la forza di ciò che viene chiamato diritto internazionale”.
Per Rubio, il pericolo è crescente: “Se rimaniamo passivi, saremo tutti alla mercé di giudici stranieri a migliaia di chilometri di distanza”. La minaccia è esplicita: “Insegneremo loro cosa davvero significa la determinazione americana”.
Le armi diplomatiche di Washington
In un comunicato ufficiale, il dipartimento guidato da Rubio ha esplicitato le misure per “smantellare la minaccia” e “neutralizzare sistematicamente” la capacità operativa della CPI. Tra le azioni in fase di valutazione emergono:
- Pressioni diplomatiche: Chiamate ai Paesi stranieri per evidenziare i “rischi” della Corte e sollecitarli a ritirarsi dallo Statuto di Roma.
- Ricatto sugli alleati: I Paesi che beneficiano della protezione o dell’assistenza militare statunitense sono invitati a respingere l’autorità della CPI.
- Monitoraggio dei partner: “Maggiore controllo” sui Paesi che si rifiutano di respingere la falsa autorità della Corte pur contando sull’assistenza USA.
- Coordinamento globale: Pressioni su altri Paesi non aderenti allo Statuto di Roma affinché sfruttino le proprie reti diplomatiche al fianco degli USA.
- Sanzioni personali: Revoca dei visti e divieti di viaggio per il personale della CPI e aumento delle sanzioni contro le organizzazioni affiliate.
Il contesto: le indagini su Israele e i mandati di arresto
L’offensiva è esplosa soprattutto dopo le indagini della Corte nei confronti di Israele e l’emissione di mandati di arresto, nel novembre 2024, per il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. Washington ha già in passato sanzionato giudici e procuratori, vietando loro l’ingresso negli USA e bloccando transazioni finanziarie.
La risposta dell’UE: tutele finanziarie e giuridiche
Davanti a questo scenario, la Commissione europea non resta a guardare. La portavoce per le Sanzioni, Siobhan McGarry, ha confermato che l’UE sta agevolando “tutte le misure appropriate”, incluse iniziative diplomatiche e giuridiche, per garantire la continuità operativa della Corte.
McGarry ha poi aggiunto un dettaglio tecnico di enorme rilievo politico: ai sensi della direttiva UE sui conti di pagamento di base, tutti i consumatori che risiedono legalmente nell’UE hanno il diritto di aprire un conto di pagamento con caratteristiche di base. “Una banca non può rifiutarsi di aprire, né può chiudere un conto di pagamento di base se non per una serie limitata di motivi, quali il sospetto di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo”. In conclusione, l’UE ribadisce: “Il personale, come qualsiasi altro cittadino, ha diritto a un conto di pagamento di base”.
