(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - Strasburgo – Sale la tensione in vista del dibattito d’Aula previsto per domani. Il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) alza il tiro sul conflitto in Medio Oriente. Per voce della presidente Iratxe Garcia Perez, il gruppo lancia un ultimatum che promette di scuotere i fragili equilibri diplomatici dell’Unione. La richiesta formale è quella di sospendere l’accordo di associazione UE-Israele.
“Come S&D chiediamo la piena sospensione dell’accordo per il genocidio di Netanyahu a Gaza”, ha dichiarato duramente la Garcia Perez durante la conferenza stampa. La posizione non lascia spazio a interpretazioni e punta l’indice contro l’inazione di Bruxelles.
Il dito puntato contro Roma
La stoccata della presidente S&D non risparmia le dinamiche interne al Consiglio dell’UE. Nel mirino dei Socialisti finisce anche la posizione italiana. La Garcia Perez parla esplicitamente di una “complicità” da parte di alcuni Stati membri nel bloccare il consiglio di associazione con il governo di Tel Aviv. Tra questi, secondo la presidente, figura proprio l’Italia.
Un banco di prova per l’UE
Il dibattito è stato richiesto a gran voce dal gruppo S&D. I temi principali al centro della discussione saranno:
- Il ruolo dell’Unione Europea nella ricostruzione della Striscia di Gaza.
- La responsabilità di Israele ai sensi del diritto internazionale.
Secondo i Socialisti, questo tergiversare permette a Netanyahu di superare ogni “linea rossa”. L’azione dell’UE si riduce così a semplici dichiarazioni di principio, prive dell’incisività necessaria per fermare il conflitto. La domanda che filtra dai corridoi di Strasburgo è chiara. La presidenza irlandese riuscirà a imprimere la svolta invocata o l’ennesimo stallo confermerà l’irrilevanza diplomatica della leadership europea?
