(AGENPARL) - Roma, 4 Luglio 2026 - La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rompe gli indugi sulla questione delle restrizioni ai prodotti provenienti dalle colonie israeliane, puntando il dito contro l’immobilismo del Consiglio UE. A margine dell’inaugurazione della presidenza irlandese a Cork, la numero uno di Palazzo Berlaymont ha evidenziato come la proposta di sospendere le preferenze commerciali previste dall’accordo di associazione UE-Israele sia bloccata da ben dieci mesi.
“La proposta rimane sul tavolo degli Stati membri che dovranno votare a maggioranza qualificata”, ha dichiarato von der Leyen, chiarendo che la responsabilità dello stallo non è della Commissione, bensì delle capitali europee. “La palla è nel campo degli Stati membri”, ha sottolineato, evidenziando una divergenza ormai evidente tra l’impulso dell’esecutivo europeo e la paralisi decisionale dei governi nazionali.
Von der Leyen ha rivendicato l’impegno dell’UE come principale fornitore di assistenza al popolo palestinese – con oltre 2,7 miliardi di euro stanziati e decine di voli umanitari organizzati – ma ha ammesso che sul piano politico il progresso è nullo. La presidente ha definito “assolutamente inaccettabile” la continua espansione degli insediamenti in Cisgiordania, considerandola un ostacolo insormontabile alla soluzione dei due Stati.
Nonostante la Commissione stia lavorando a un documento con opzioni sulle restrizioni e vi sia stato un recente confronto sulle sanzioni contro i coloni estremisti, il risultato finale resta lo stesso: in Consiglio, al momento, non si è fatto alcun passo avanti verso un accordo condiviso.
