(AGENPARL) - Roma, 4 Luglio 2026 - BRATISLAVA – Sabato di urne in Slovacchia: i cittadini sono chiamati a un referendum per decidere se annullare i pagamenti a vita destinati al primo ministro populista Robert Fico e agli altri leader di governo dopo la fine del loro mandato.
Il quesito, nato da una petizione dell’opposizione filo-occidentale che ha raccolto oltre 350.000 firme, non si limita alla questione economica, ma interroga direttamente gli equilibri democratici del Paese.
I due pilastri del voto
La consultazione si concentra su due fronti che hanno diviso profondamente l’opinione pubblica:
- Privilegi economici: Il referendum punta a cancellare i vitalizi mensili, introdotti come misura di sicurezza per i vertici politici dopo il tentativo di assassinio subito da Fico nel 2024.
- Giustizia e controlli: Si vota anche per riaprire l’ufficio del procuratore speciale e l’Agenzia penale nazionale, organi smantellati dal governo all’inizio del 2024, che si occupavano di crimini gravi, corruzione ed estremismo.
L’incognita del quorum
L’obiettivo è ambizioso, ma i precedenti storici non giocano a favore:
- Fatta eccezione per il voto sull’adesione all’Unione Europea nel 2003, nessun referendum in Slovacchia ha avuto successo.
- Per essere valido, il voto deve raggiungere una soglia di affluenza del 50%, un limite che i sondaggi considerano difficile da superare.
Robert Fico, figura politica divisiva sin dal suo ritorno al potere nel 2023, ha già fatto sapere che non prenderà parte al voto.
