(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - ROMA, 1° LUGLIO 2026 – "I numeri presentati nella relazione della ministra Calderone certificano un fallimento che non può più essere nascosto. Nel 2025 sono morte sul lavoro 1.450 persone e nel 2026 siamo già a quasi duecento vittime. Le vittime sono spesso i lavoratori più fragili: anziani costretti a lavorare oltre i settant'anni per pensioni insufficienti, lavoratori stranieri impiegati in nero, precari, persone coinvolte nella catena dei subappalti. È il risultato di scelte politiche sbagliate che hanno allentato controlli e tutele, favorendo la precarietà e la rincorsa al massimo profitto a discapito della sicurezza. Il Governo continua a intervenire solo dopo le tragedie, con provvedimenti spot che non affrontano le cause strutturali del fenomeno. Lo dimostrano strumenti rimasti largamente inefficaci, come la patente a crediti applicata solo al settore edile, o norme che hanno finito per depotenziare i controlli anziché rafforzarli. Intanto ogni giorno tre persone non fanno ritorno a casa". Lo ha affermato la vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone, in Aula dopo le comunicazioni della ministra Calderone sulla sicurezza sul lavoro. "Penso a Luana D'Orazio – ha ripreso – per la cui morte nessuno andrà in carcere, ma anche a Patrizio Spasiano e Satnam Singh. Per questo abbiamo depositato due proposte di legge per introdurre il reato di omicidio sul lavoro e per istituire una Procura nazionale del lavoro, che però, purtroppo, sono state ripetutamente bocciate. Da medico continuo a ritenere che la prevenzione sia l'arma più efficace, ciò rafforzando gli ispettorati e aumentando i controlli. Lo Stato non può continuare ad arrivare sempre dopo: dobbiamo avere il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome e dire che, sovente, si tratta di omicidi. Un Paese che si definisce 'fondato sul lavoro' non può più accettare che il lavoro diventi ogni giorno una condanna a morte" ha concluso Castellone.
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