(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - “Queste non sono vittime della strada, sono vittime dello Stato. Sulla Pontina si muore da anni. Si muore perché quella strada è pericolosa, inadeguata, fuori da ogni standard minimo di sicurezza. Si muore perché chi aveva il dovere di intervenire ha scelto di non farlo in tempo. L’ultima tragedia, con la morte di un padre e della sua bambina, non è un caso: è l’ennesima conferma di un sistema che ha fallito. La senatrice Marinella Pacifico lo ha denunciato più volte: la SS148 è un’emergenza nazionale. Quelle denunce sono rimaste inascoltate.Oggi il silenzio diventa corresponsabilità. La Pontina è in mano ad ANAS, quindi allo Stato. Il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini (Lega) aveva l’obbligo di garantire sicurezza su una delle principali arterie del Paese e non lo ha fatto.La Regione Lazio, con il presidente Francesco Rocca (centrodestra), ha assistito senza imporre soluzioni strutturali.Il Comune di Latina, guidato da Matilde Celentano (Fratelli d’Italia), conosce perfettamente quella realtà ma non ha esercitato la pressione necessaria per cambiare le cose.Tutti sapevano, tutti hanno lasciato correre. La Pontina continua a essere una strada senza corsie di emergenza, con svincoli pericolosi, con barriere insufficienti, con un traffico enorme che la rende una trappola quotidiana. Non è fatalità, è abbandono istituzionale. Ogni giorno migliaia di persone percorrono quella strada come se nulla fosse, mentre le istituzioni continuano a rinviare interventi, a parlare di progetti, a nascondersi dietro la burocrazia. Ma la verità è una sola: se non si mette in sicurezza una strada che di sa essere pericolosa, si è responsabile delle conseguenze. E allora non resta che l’ipocrisia e il cordoglio di facciata. Qui non serve l’ennesimo minuto di silenzio, serve dire una cosa chiara: questa tragedia poteva essere evitata. Oggi chiedo che l’ANAS renda pubbliche tutte le criticità irrisolte della Pontina, che il Governo indichi tempi immediati e vincolanti per la messa in sicurezza, che Regione e Comune rispondano ai cittadini su cosa non è stato fatto, Perché qui non siamo davanti a una disgrazia, siamo davanti a morti che pesano sulle coscienze di chi non ha agito.” Dichiarazione di Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica XVIII Legislatura.
