(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2026 - Diop e assessore Paulesu**
/Scritto da Antonio Cannata, martedì 16 giugno 2026/
Da simbolo di potere della mafia cinese a luoghi per l'inserimento di
persone in condizione di fragilità e di contrasto all'emergenza abitativa.
Rinasceranno molto presto all'insegna dell'inclusione e della lotta alle
sottratti negli anni scorsi alla criminalità organizzata.
I due beni, assegnati al Comune, si trovano all'interno di una palazzina
nel sobborgo della periferia occidentale di Firenze. Il piano terra e il
seminterrato, di circa 140 mq ciascuno, diverranno nei prossimi mesi una
struttura polivalente per attività laboratoriali rivolte a persone con
disabilità. L'appartamento al secondo piano, ampio 120 mq, sarà destinato
a progetti di housing sociale.
Da alcuni giorni si sono conclusi i lavori di riqualificazione realizzati
grazie a un contributo della Regione Toscana di 338 mila euro e ad un
finanziamento del Comune di Firenze.
Per vedere da vicino lo stato di avanzamento del percorso di rinascita
questa mattina vi ha fatto sopralluogo la vicepresidente Mia Diop,
nell'ambito del ciclo di visite sui beni confiscati che sta compiendo negli
ultimi mesi.
Assieme a lei, l'assessore a welfare, accoglienza e integrazione, casa del
Comune di Firenze Nicola Paulesu. Presenti anche il consigliere regionale
Andrea Vannucci, il presidente del Q5 Filippo Ferraro, oltre a tecnici del
Comune e rappresentanti del mondo dell'associazionismo.
Dopo avere espresso soddisfazione per i progressi compiuti verso la nuova
vita dei beni, Diop e Paulesu hanno sottolineato l'importanza di giungere
il più rapidamente possibile alla restituzione alla comunità degli
immobili.
"Anche a Brozzi, grazie al suo impegno e alla collaborazione con il
Comune di Firenze, siamo sulla strada giusta rendere concreto ciò che
pensiamo debba essere la restituzione alla comunità: riconoscere il suo
valore e i suoi bisogni", ha detto la vicepresidente Diop. "Questo – ha
concluso – è il senso del lavoro che intendiamo portare avanti: vedere un
luogo che era simbolo del potere criminale trasformarsi in uno spazio di
cura e di inclusione è qualcosa che va oltre il dato amministrativo, è un
atto di governo che fa giustizia sociale, costruisce cultura della
legalità e restituisce fiducia nelle istituzioni".
"Procederemo attraverso un avviso pubblico per realizzare attività di
aggregazione e socializzazione per persone con disabilità e per
l'appartamento all'ultimo piano pensiamo ad attività di accoglienza
Paulesu, che ha sottolineato: "Sono risorse che ritornano nella
disponibilità della comunità nell'ambito di un programma delle
istituzioni a favore di cittadini che hanno maggiore necessità. Un lavoro
che nascerà in sinergia tra vari livelli istituzionali e con il Terzo
Settore".
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