(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2026 - La crisi nello Stretto di Hormuz non sta solo ridisegnando le mappe strategiche, ma sta accelerando un cambiamento epocale nel sistema finanziario internazionale. A confermarlo è Igor Sechin, CEO di Rosneft e segretario esecutivo della commissione presidenziale russa, intervenuto oggi al St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF-2026).
Secondo Sechin, la tensione permanente nell’area del Golfo ha agito da catalizzatore, spingendo le economie globali verso una rapida diversificazione degli strumenti di pagamento, a discapito del dollaro statunitense. Il protagonista di questa transizione è il sistema di pagamento interbancario transfrontaliero cinese (CIPS), che negli ultimi cinque anni ha visto triplicare il volume delle transazioni, arrivando a sfiorare il trilione di yuan giornalieri.
“Le sanzioni stanno guidando la diversificazione degli strumenti di pagamento”, ha dichiarato Sechin davanti alla platea internazionale. Un processo che la crisi di Hormuz ha reso, di fatto, irreversibile e accelerato.
Il Forum di San Pietroburgo e il nuovo modello globale Il tema di questa 29esima edizione del forum, “Dialogo pragmatico: il percorso verso un futuro stabile”, riflette la necessità di plasmare un nuovo modello di sviluppo in una fase di profonda trasformazione economica. Con l’Arabia Saudita in qualità di paese ospite, il SPIEF-2026 si conferma lo specchio di una realtà in cui i blocchi economici si stanno riposizionando.
Il forum, che si conclude oggi, ha affrontato temi che vanno dalla sicurezza energetica a quella farmacologica, cercando di tracciare le linee guida per un’economia che intende muoversi al di fuori degli schemi tradizionali dominati dal dollaro.
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