(AGENPARL) - Roma, 27 Luglio 2026 - Crisi economica, temperature record e una stretta autoritaria che dura da cinque anni alimentano la rabbia nelle strade di Tunisi. Nel frattempo, la famiglia dell’85enne Rached Ghannouchi denuncia l’isolamento e la mancanza di notizie dopo il suo malore in carcere
La Tunisia si trova al centro di una nuova e profonda ondata di instabilità politica e sociale. Le proteste di piazza si scontrano con una gestione del potere sempre più accentrata, mentre il paese deve fare i conti con un’estenuante emergenza climatica che sta mettendo al collasso i servizi essenziali.
Le proteste a Tunisi e il bilancio dei cinque anni di potere di Saied
M migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Tunisi per chiedere le dimissioni del presidente Kais Saied, in occasione del quinto anniversario della sua decisione di sospendere e successivamente sciogliere il parlamento per governare per decreto. La folla ha intonato slogan contro il governo e sventolato cartelli con scritte come “Vattene”, “Game over” e “Solo Kaïs resta felice”.
Le contestazioni puntano il dito contro il peggioramento delle condizioni di vita, il deterioramento della democrazia, la repressione del dissenso e le restrizioni alla libertà di stampa. Molti partecipanti hanno esposto i ritratti del giornalista imprigionato Mourad Zghidi, mentre accademici e ricercatori sociali hanno definito il percorso inaugurato il 25 luglio 2021 come un vero e proprio “colpo di stato contro l’ordine costituzionale”.
Il caso Ghannouchi: undici giorni senza notizie e l’allarme caldo
La tensione sociale si intreccia drammaticamente con le condizioni di salute dei prigionieri politici. Rached Ghannouchi, l’85enne leader del partito Ennahda ed ex presidente del parlamento, è ricoverato dopo essere svenuto a causa del caldo estremo all’interno della prigione di Mornaguia, dove le temperature avrebbero toccato i 52°C.
Il figlio di Ghannouchi, Moadh, ha denunciato che la famiglia e i legali non hanno alcuna notizia o conferma sulle sue condizioni o sulla sua esatta collocazione da undici giorni, parlando di una situazione che ricorda una “sparizione forzata”. La difesa e le opposizioni denunciano l’assenza di aria condizionata nelle celle e la totale chiusura delle autorità nel fornire informazioni ufficiali sullo stato di salute del leader politico, detenuto dall’aprile del 2023.
Emergenza climatica e servizi al collasso
A infuriare gli animi della popolazione contribuisce anche una pesante ondata di calore che sta flagellando il paese in questi giorni. Le temperature record hanno provocato numerosi incendi boschivi e ripetute interruzioni nell’erogazione di acqua ed energia elettrica, aggravando l’esasperazione dei cittadini per il collasso dei servizi di base e la crisi economica in corso
