(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - "Il testo base della nuova legge elettorale, cosiddetto "Bignami bis" viene adottato dalla maggioranza pur in presenza di rilevanti criticità costituzionali, sottolineate da molti costituzionalisti anche nel secondo ciclo di audizioni.
La fretta imposta dai vertici dei partiti di maggioranza, poi, è francamente incomprensibile alla luce dell'annunciata e strumentale disponibilità al dialogo, che comporterebbe ben altri tempi per un vero ascolto e confronto reciproco.
La storia italiana, invece, insegna che quando un Parlamento approva una nuova legge elettorale la legislatura corre velocemente verso consultazioni anticipate.
Questo parrebbe essere il loro vero obiettivo.
Ancora una volta questa maggioranza compie forzature di metodo e sui tempi, quando invece ci sarebbe bisogno di tempistiche adeguate (come dimostrato dalle audizioni) per evitare di incorrere, come fu per il Porcellum, in una censura della Corte Costituzionale.
Il testo base, poi, nasce monco delle due proposte di legge abbinate al testo Bignami originari, riguardanti il voto fuori sede che interessa 5 milioni di italiani e la raccolta di firme in formato digitale per la presentazione delle liste.
Una scelta non motivata dai relatori.
La scadenza per l'arrivo in aula del 26 giugno non consente in alcun modo un confronto serio sugli emendamenti e rimuovere le conclamate criticità costituzionali e dimostra che ancora una volta assistiamo a una arroganza istituzionale, giustamente sconfitta nell'ultimo referendum sulla giustizia.
Evidentemente quella lezione democratica non ha insegnato nulla all'attuale maggioranza".