(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - Il futuro della crescita economica mondiale dipende in modo critico dalla capacità di Stati Uniti e Cina di bilanciare la loro competizione strategica con la cooperazione necessaria. Secondo Park Seung-chan, presidente dell’Associazione Corea-Cina, è essenziale che le due nazioni vedano i rispettivi obiettivi — il “Sogno Cinese” e il “Make America Great Again” di Trump — sotto una lente di simbiosi anziché di puro conflitto a somma zero.
L’impatto sull’economia globale Con un PIL nominale combinato che supera il 43% dell’economia globale, l’interazione tra Washington e Pechino è il fattore chiave che influenza la crescita mondiale. La frammentazione delle catene di approvvigionamento e la corsa alla leadership tecnologica stanno esacerbando l’incertezza geoeconomica. Attualmente, la deglobalizzazione e le barriere tariffarie impongono costi di produzione più elevati, con un impatto negativo sugli investimenti e sulla produzione non solo nei due Paesi, ma anche in quelli dell’area Asia-Pacifico.
Tre aree chiave per una collaborazione competitiva Per evitare danni catastrofici, l’analisi suggerisce tre pilastri fondamentali per espandere lo spazio di cooperazione:
- Rafforzamento delle catene di approvvigionamento: È necessario ampliare l’ambito della cooperazione strategica per garantire una crescita economica sostenibile che eviti il collasso delle catene di fornitura, proteggendo così gli interessi di entrambe le superpotenze.
- Gestione della stabilità geopolitica: I canali di comunicazione devono essere ampliati per gestire i rischi globali derivanti dai conflitti, come quelli in Ucraina e Medio Oriente, prevenendo scontri accidentali che minerebbero la sicurezza economica internazionale.
- Risposta congiunta alle crisi transnazionali: La risoluzione di problemi come il cambiamento climatico, la distruzione degli ecosistemi e l’insostenibilità alimentare può essere raggiunta solo attraverso un’azione coordinata tra le due nazioni.
In conclusione, sebbene la competizione strategica rimanga una realtà inevitabile, il paradigma richiesto è quello di una “collaborazione competitiva”. In questo quadro, Washington e Pechino devono perseguire i propri interessi nazionali pur riconoscendo che la cooperazione economica resta un imperativo categorico per evitare l’instabilità globale.
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