(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - SPOLTORE.NUOVA PESCARA, RANGHELLI E DELLA TORRE: CRONACA DI UN FALLIMENTO
ANNUNCIATO, MAGGIORANZA HA INGANNATO I CITTADINI.
"La decisione del TAR di accogliere il ricorso dell'associazione Nuova
Pescara, blindando il percorso verso il comune unico e bloccando il
referendum consultivo del 14 giugno, rappresenta una vera e propria debacle
politica e amministrativa per la maggioranza che guida Spoltore e in primis
del sindaco, Chiara Trulli, e del presidente del consiglio, Lucio
Matricciani. Come consiglieri di opposizione che hanno scelto
consapevolmente di non votare l'indizione di questo nuovo referendum, non
possiamo che constatare come i nodi siano tristemente venuti al pettine e
qualcuno, a questo punto, dovrà prendersi le sue responsabilità. Noi
abbiamo sempre agito con senso di responsabilità e rispetto delle
istituzioni, rifiutandoci di partecipare a un'operazione che appariva già
da tempo priva di solido fondamento giuridico e utile solo a gettare fumo
negli occhi dei cittadini.
Per mesi la maggioranza ha portato avanti una narrazione ideologica,
sbandierando una presunta facilità di percorso e ignorando i rilievi
normativi. Oggi scopriamo che i cittadini sono stati illusi e ingannati: si
è voluto far credere che tutto fosse possibile, stracciando di fatto la
certezza del diritto e trascinando il Comune in uno scontro legale, dal
quale esce pesantemente sconfitto, cercando di mostrare una tardiva
'Spoltoresitá' che sa tanto solo di farsa e di campagna elettorale
anticipata. Non si azzera il dibattito democratico per colpa dei giudici ma
questa sentenza è il risultato diretto di una strategia politica
fallimentare, che ha preferito lo scontro istituzionale al confronto
concreto sulle tappe della fusione con Pescara e Montesilvano. Un'ostilità
aperta e preconcetta verso il progetto della Nuova Pescara che, d'altronde,
viene da lontano: già in passato la maggioranza locale ha tentato un
ricorso, puntualmente bocciato nelle sedi giudiziarie. Il dato più grave è
che tutta questa ostinazione ideologica è costata cara e le spese legali
sono state sistematicamente caricate sulle spalle di noi spoltoresi, anche
di coloro che non accettano tutto questo.
Questa pervicacia nel voler frenare il cambiamento ha prodotto un altro
effetto dannoso: l'assenza di proposte. Invece di governare il processo di
fusione, la maggioranza si è arroccata sul no, omettendo di produrre
rivendicazioni solide e progetti concreti, legati alle reali vocazioni e
alle spettanze del territorio di Spoltore.
Ora che la giustizia amministrativa ha tracciato una linea chiara e' il
momento della trasparenza: chiediamo alla maggioranza di assumersi la piena
responsabilità politica di questo stop e di spiegare alla cittadinanza
perché si è scelto di investire tempo, energie e ingenti risorse pubbliche
(Determina di 10.000€ solo per l'avvocato di Teramo), percorso che si è
rivelato un vicolo cieco.
Questa maggioranza dimostra una perseveranza davvero deleteria: noi
continueremo a vigilare affinché il percorso verso la Grande Pescara tuteli
gli interessi, la storia e i servizi del territorio di Spoltore, ma noi lo
faremo sempre nel solco della legalità e della verità". Lo affermano, in
Spoltore, 30 maggio 2026