(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2026 - Il ponte del 2 giugno conferma la crescita dei flussi turistici e il ruolo centrale di Milano nella mobilità nazionale e internazionale. Secondo le stime di CNA Turismo e Commercio saranno circa 22 milioni i turisti e i gitanti in movimento lungo la Penisola, per un giro d’affari vicino ai 9 miliardi di euro.
A rafforzare il trend sono anche i dati del Ministero del Turismo, che registrano un incremento del 23% delle ricerche aeree per viaggi tra venerdì 29 maggio e martedì 2 giugno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Cresce inoltre la capacità aerea programmata sugli aeroporti italiani, con Milano tra gli scali che segnano aumenti compresi tra il 14% e il 16%.
“Milano è uno snodo strategico per i flussi turistici del Paese – afferma Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. L’aumento della mobilità e della connettività aerea produce sicuramente effetti diretti su migliaia di micro e piccole imprese del territorio: strutture ricettive, ristorazione, commercio di prossimità, trasporto persone, servizi e attività legate all’accoglienza. Accanto a questo fenomeno registriamo un rovescio della medaglia, in termini di rincari sui costi di chi vive e opera professionalmente sul territorio”.
Secondo CNA Milano si consolida inoltre un modello di turismo sempre più distribuito durante tutto l’anno, fondato su short break, turismo esperienziale, itinerari culturali ed enogastronomia, con Milano sempre più punto di partenza e di accesso verso le principali destinazioni lombarde. I flussi attesi per il ponte interesseranno infatti non solo il capoluogo, ma anche l’intera rete economica collegata alla ricettività, ai servizi e alla mobilità. In crescita il turismo lacuale e di prossimità verso le destinazioni lombarde, con effetti positivi per tutta la filiera territoriale.
“La crescita dei flussi – prosegue Reale – è anche l’effetto di scelte politiche territoriali che finiscono per trascurare gli investimenti sulle attività produttive e sull’industria della conoscenza, il cuore dell’economia milanese della piccola impresa, che necessitano di maggiori infrastrutture e servizi, di strategie industriali e di coordinamento metropolitano”.