(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - 30 maggio 1924: Giacomo Matteotti interviene alla Camera per denunciare il clima di intimidazione in cui si sono svolte le elezioni poche settimane prima, chiedendo di annullare la convalida in blocco dei deputati della maggioranza fascista. Matteotti fa un elenco dettagliato delle violenze e dei brogli elettorali, infiammando il clima in Aula.
Il presidente Rocco lo ammonisce così: “Onorevole Matteotti, se ella vuole parlare, ha facoltà di continuare, ma prudentemente”. Il deputato socialista ribatte: “Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente!”.
Interviene anche il vicepresidente Giunta che, rivendicando la propria qualità di “squadrista della prima ora”, e anche “squadrista del Parlamento”, riferendosi all’opposizione di Amendola e Matteotti parla di “mettere a posto quella masnada di uomini”. Seguono tumulti che portano alla sospensione della seduta.
Pochi giorni dopo, il pomeriggio del 10 giugno, Matteotti sarà rapito e ucciso da sicari fascisti.
Nelle immagini: l’Aula della Camera nella Seduta del 30 maggio 1924 (Matteotti è il primo a sinistra della quarta fila) e la targa commemorativa fissata, lo scorso 27 maggio, sul posto dove sedeva.
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