(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - INGV | Antartide: nuovi dati rivelano il ruolo degli ecosistemi
superficiali nella composizione profonda della Terra
Dal vulcano Deception Island emergono i primi dati su carbonio e azoto del
mantello nell'Antartide settentrionale: le analisi dell'INGV mostrano che
anche gli ecosistemi di superficie contribuiscono a modellare l'interno
profondo del pianeta
*[Roma, 27 maggio 2026]*
Nel mantello terrestre le differenze chimiche non dipendono solo dalle
caratteristiche ereditate già dall'inizio della storia del nostro pianeta
(la componente primordiale) dai processi profondi, ma *a**n*che da ciò che
avviene in superficie e che viene trasferito all'interno del nostro pianeta
nelle zone di subduzione, ovvero le aree in cui una placca tettonica
scivola sotto un'altra.
È quanto emerge dai risultati dello studio Volatiles in the mantle below
Northern Antarctica: Insights from Deception Island volcano, che vede
direttamente coinvolto l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
(INGV) sul vulcano Deception Island, in Antartide settentrionale,
pubblicato sulla rivista Gondwana Research. La ricerca nasce dal progetto
EruptING del Prof. Antonio Alvarez Valero dell'Università di Salamanca
(Spagna), che ha decennale esperienza nello studio di questo vulcano.
Il lavoro analizza i gas emessi dal sistema vulcanico attivo e fornisce i
primi dati che caratterizzano carbonio e azoto del mantello terrestre in
questo settore del pianeta finora poco studiato.
I risultati indicano che elio e carbonio riflettono una composizione simile
a quella del mantello detto MORB, tipico delle dorsali oceaniche,
mentre l'azoto
mostra un arricchimento inatteso rispetto ai valori tipici della stessa
sorgente mantellica.
Secondo i ricercatori, questa anomalia è legata al trasporto in profondità
di materiali superficiali durante la subduzione. In particolare, materiali
provenienti dagli ecosistemi marini delle alte latitudini, caratterizzati
da un basso rapporto tra carbonio e azoto, vengono trascinati nel mantello
e ne modificano la composizione con un imprinting differente da altre aree
geografiche.
"Per la prima volta disponiamo di dati che caratterizzano carbonio, azoto e
gas nobili del mantello in questo settore del pianeta, l'Antartide.
Questi risultati
mostrano chiaramente che la superficie terrestre può lasciare un'impronta
profonda sul mantello", sottolinea *Antonio Caracausi*, ricercatore
dell'INGV e autore dello studio.
"I risultati dello studio suggeriscono che esiste un legame tra ecosistemi
superficiali e processi profondi del pianeta, un aspetto finora poco
esplorato", aggiunge il ricercatore.
La ricerca mostra che il riciclo dei gas e degli elementi volatili verso
l'interno della Terra è controllato non solo dalla presenza delle zone di
subduzione, ma anche dalla loro collocazion*e* geografica.
Questo processo contribuisce a rendere il mantello chimicamente eterogeneo
e apre nuove prospettive per comprendere l'evoluzione profonda del nostro
pianeta.
*Link allo studio *
Link utili
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Università di Salamanca
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*Foto 1 – *La ricerca scientifica tra la quiete e simmetria monocromatica
dell'Antartide.Crediti foto: INGV.
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*Foto 2 – *Lo studio nasce da un progetto spagnolo (Università di
Salamanca), ed è stata utilizzata la base antartica spagnola "Gabriel de
Castilla". Durante la permanenza in base di personale non spagnolo, vengono
issate le bandiere delle diverse nazioni per segnalare la presenza degli
altri Paesi. Crediti foto: INGV.
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*Foto 3 – *Campionamento di fumarole sulla spiaggia. Crediti foto: INGV.


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