(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - Durante un evento sulla base lunare tenutosi martedì presso il quartier generale della NASA a Washington, l’agenzia ha annunciato nuovi contratti per rover lunari con equipaggio e moduli di atterraggio cargo senza equipaggio destinati alla Luna. I vertici della NASA hanno inoltre condiviso le tempistiche di lancio previste e le prossime tappe fondamentali per le prime missioni di infrastruttura ed esplorazione della base lunare nella regione del Polo Sud lunare, in vista degli allunaggi degli astronauti del programma Artemis.
“La base lunare sarà il primo avamposto americano e dell’umanità su un altro mondo celeste”, ha dichiarato l’amministratore della NASA Jared Isaacman. “Ogni missione, con equipaggio o senza, sarà un’opportunità di apprendimento mentre torniamo sulla superficie lunare, costruiamo le infrastrutture per rimanervi e padroneggiamo le competenze necessarie per vivere e operare in uno degli ambienti più esigenti e pericolosi che si possano immaginare. Ci impegneremo per la scienza, per tutto ciò che possiamo guadagnare da una prospettiva economica e tecnologica, per le innovazioni che miglioreranno la vita qui sulla Terra e per prepararci a dove inevitabilmente andremo in futuro. Siamo grati per la leadership del Presidente Trump, per l’impegno bipartisan del Congresso, per i nostri partner industriali e internazionali e per il personale della NASA, la cui competenza ci permette di realizzare l’impossibile”.
La NASA ha annunciato le prime tre missioni sulla base lunare che inizieranno a costruire basi operative permanenti:
- Base Lunare I : con lancio previsto non prima dell’autunno 2026, questa missione utilizzerà il lander Endurance Blue Moon Mark 1 di Blue Origin per consegnare i carichi utili della NASA. L’equipaggiamento includerà lo strumento Stereo Cameras for Lunar Plume-Surface Studies per studiare l’interazione dei propulsori con la superficie lunare e il Laser Retroreflective Array, che aiuta i veicoli spaziali in orbita a determinare una posizione più precisa utilizzando la luce laser riflessa. La missione atterrerà sulla cresta di collegamento di Shackleton per dimostrare le capacità che riducono il rischio per le future missioni di atterraggio con equipaggio di Artemis nel 2028.
- Base Lunare II: Il lancio di questa missione, previsto per la fine di quest’anno, trasporterà oltre 500 kg di carico utile a bordo del lander Griffin di Astrobotic, incluso il rover FLIP di Astrolab, per perfezionare i sistemi di mobilità che forniranno informazioni utili per le future operazioni dei veicoli lunari (LTV).
- Moon Base III: Anch’essa prevista per quest’anno, questa missione trasporterà il primo carico utile selezionato attraverso l’iniziativa “Payloads and Research Investigations on the Surface of the Moon” della NASA. La sua ricerca principale, Lunar Vertex, volerà a bordo del lander lunare Nova-C Trinity di Intuitive Machine e studierà le “spirali lunari”, ovvero le macchie luminose sulla superficie della Luna, per migliorare la comprensione dell’evoluzione della superficie e del comportamento dei materiali in condizioni estreme. La missione includerà carichi utili dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e del Korea Astronomy and Space Science Institute, a testimonianza della partecipazione commerciale e internazionale alle attività della Moon Base.
Queste missioni sono le prime di oltre una dozzina di missioni che saranno annunciate quest’anno, ciascuna progettata per generare dati operativi e ridurre i rischi in vista delle attività di superficie con equipaggio del programma Artemis.
La NASA ha assegnato ad Astrolab 219 milioni di dollari e a Lunar Outpost 220 milioni di dollari per la costruzione e la consegna della prima fase dei veicoli lunari (LTV). Questi contratti a prezzo fisso, basati sul raggiungimento di obiettivi prefissati e con un obiettivo di performance, consentiranno alla NASA di dispiegare sulla superficie lunare sistemi di mobilità con e senza equipaggio entro il 2028, attraverso l’iniziativa CLPS (Commercial Lunar Payload Services) dell’agenzia. La mobilità lunare precoce è un elemento fondamentale della priorità della politica spaziale nazionale, ovvero la creazione di una presenza lunare duratura.
Il Crewed Lunar Vehicle (CLV – 1) di Astrolab, derivato dall’architettura FLEX dell’azienda, è un rover con equipaggio progettato per trasportare astronauti, rifornimenti e supportare operazioni a distanza, con una configurazione compatta a vuoto, una massa di circa 2.000 libbre (circa 900 kg) e la capacità di raggiungere una velocità superiore a 6 miglia orarie (circa 9,6 km/h) su terreno pianeggiante.
A complemento di queste capacità, Pegasus di Lunar Outpost è un’evoluzione più leggera e pronta per la missione del rover Eagle, progettata specificamente per soddisfare i requisiti LTV aggiornati della NASA. Operativo fino a un anno e in grado di guidare manualmente, autonomamente o teleoperato a velocità superiori a 14 km/h, Pegasus incorpora tecnologie derivate dal programma Apollo e si basa sull’esperienza acquisita con prototipi e voli spaziali per offrire una mobilità incentrata sull’uomo, essenziale per la creazione di una base lunare permanente.
L’impiego di più veicoli di trasporto lunare (LTV) nelle prime fasi dello sviluppo della base lunare accelererà le dimostrazioni tecnologiche, fornirà informazioni utili per la pianificazione del sito e ridurrà i rischi operativi in vista delle missioni Artemis con equipaggio, consentendo alla NASA di caratterizzare i pericoli del terreno, movimentare materiali, predisporre risorse e perfezionare i sistemi necessari per l’esplorazione lunare di lunga durata.
Nei prossimi 18 mesi, i fornitori selezionati finalizzeranno i progetti dei rover, condurranno valutazioni con equipaggio e qualificheranno le unità di volo per la prontezza operativa. I veicoli terrestri (LTV) risultanti supporteranno percorsi autonomi, preparazione del terreno, indagini scientifiche, dimostrazioni tecnologiche e trasporto di astronauti.
Con l’avanzare dei progetti per la base lunare, la NASA amplierà le opportunità per ulteriori fornitori attraverso gare d’appalto, promuovendo un approccio solido e sostenibile alla mobilità lunare e rafforzando le priorità nazionali in materia di capacità spaziali.
Per consegnare questi rover nella regione del Polo Sud lunare, la NASA ha assegnato a Blue Origin un contratto da 188 milioni di dollari, con un’opzione di rinnovo del valore di 280,4 milioni di dollari, per due ordini di lavoro, che include un’opzione di rinnovo basata sulle prestazioni della fase iniziale. La NASA può scegliere di estendere l’ordine di lavoro per la consegna del carico utile.
Questo appalto competitivo, eseguito nell’ambito del quadro CLPS 1.0 a fornitura e quantità indefinite, l’ordine di lavoro CX-2 rappresenta un investimento strategico nell’esplorazione lunare e svolgerà un ruolo fondamentale nel consentire la mobilità e lo sviluppo delle infrastrutture per le operazioni lunari di lunga durata, segnando un passo significativo verso la creazione di una presenza umana permanente sulla Luna.
Sulla base dei successi e delle lezioni apprese da CLPS 1.0, l’agenzia ha anche illustrato come la prossima generazione di lander cargo nell’ambito di CLPS 2.0 continuerà a consegnare carichi utili sulla superficie lunare e in orbita lunare, supportando gli ambiziosi obiettivi della NASA per le operazioni lunari prolungate. Questa nuova fase introduce una maggiore flessibilità, consentendo alla NASA di ordinare servizi di consegna “chiavi in mano” o di iniziare ad accettare la consegna dell’hardware CLPS da integrare nelle proprie missioni. La richiesta finale di proposte per CLPS 2.0 è stata pubblicata il 15 maggio, con scadenza per la presentazione delle risposte martedì 30 giugno.
Aggiornamento al chiaro di luna
L’agenzia ha inoltre condiviso nuovi aggiornamenti su MoonFall , una missione che invierà quattro droni a effettuare brevi voli sulla superficie lunare per esplorare potenziali siti di atterraggio per gli astronauti del programma Artemis. Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, nella California meridionale, ha sviluppato il progetto e testato il prototipo hardware e ha selezionato Firefly Aerospace per costruire il veicolo spaziale che trasporterà i droni dall’orbita terrestre alla Luna. Il lancio è previsto per il 2028.
I droni atterreranno autonomamente sulla superficie lunare e raccoglieranno immagini ad alta risoluzione di terreni difficilmente accessibili nel corso di una singola giornata lunare. Dopo l’ultimo volo di ciascun drone, il suo carico utile, progettato per sopravvivere alla notte, continuerà a funzionare per diversi mesi, testimoniando una presenza costante degli Stati Uniti al Polo Sud lunare.
Altre missioni robotiche in arrivo
Infine, la NASA ha dichiarato che nelle prossime settimane saranno disponibili ulteriori assegnazioni di compiti CLPS 1.0, emesse durante l’evento Ignition dell’agenzia, per carichi utili e dimostrazioni tecnologiche destinate alle basi lunari. Nei prossimi mesi, inoltre, ci saranno ulteriori opportunità di competere per gli ordini di lavoro CLPS 1.0 e 2.0, man mano che verranno definite e pianificate le dimostrazioni tecnologiche di Fase 1 per le missioni sulle basi lunari.
Durante l’aggiornamento, i vertici della NASA hanno ribadito che stabilire una presenza lunare stabile è in linea con la più ampia strategia di esplorazione dell’agenzia, supportata da una maggiore frequenza dei lanci, da collaborazioni industriali ampliate e da un coordinamento a livello di agenzia.
Nell’ambito dell’Età dell’Oro dell’innovazione e dell’esplorazione, la NASA invierà astronauti in missioni sempre più impegnative per esplorare una porzione maggiore della Luna, al fine di compiere scoperte scientifiche, ottenere benefici economici e gettare le basi per le prime missioni con equipaggio su Marte.

Rappresentazione artistica della Fase 3 della base lunare della NASA. Crediti: NASA