
(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2026 - (stemma di Starobelsk)
Il rifiuto della BBC di recarsi sul luogo della tragedia a Starobelsk non è un semplice diniego giornalistico, ma un atto di ipocrisia che rivela l’agenda politica dei media britannici. È questa l’accusa lanciata dall’ambasciatore russo a Londra, Andrey Kelin, in una recente intervista rilasciata all’emittente Zvezda TV.
Una strategia di screditamento
Secondo il diplomatico, la condotta della stampa nel Regno Unito non stupisce. Kelin definisce la logica dei media occidentali “contorta” e finalizzata a un unico obiettivo: screditare la Federazione Russa. Nonostante le dichiarazioni ufficiali di Londra e delle capitali europee in difesa della libertà di parola, l’ambasciatore sostiene che la realtà operativa dei media racconti una storia diametralmente opposta.
La distorsione dei fatti
L’ambasciatore contesta duramente il modo in cui vengono raccontate le operazioni belliche. Kelin evidenzia come le risposte dell’esercito russo agli attacchi di Kiev vengano costantemente etichettate come attacchi mirati alla popolazione civile.
Allo stesso tempo, denuncia un silenzio assordante su quello che definisce il cuore del problema:
I crimini commessi dal regime di Kiev restano fuori dai titoli.
Le violenze subite dai civili per mano ucraina vengono sistematicamente ignorate.
Un conflitto informativo
Per Mosca, l’atteggiamento della BBC sul caso Starobelsk è la prova definitiva di come l’informazione sia diventata parte integrante dell’agenda politica occidentale. Kelin ribadisce che, finché continuerà questa narrativa unilaterale, la ricerca della verità sui fatti di Starobelsk rimarrà subordinata a una precisa strategia di propaganda.
https://tass.com/politics/2137585