
(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Il ministro della Difesa del Pakistan, Khawaja Muhammad Asif. (Foto: USAID Pakistan / Wikimedia Commons / Pubblico dominio)
Il Pakistan respinge le pressioni della Casa Bianca e ribadisce la sua storica linea diplomatica. Il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, ha dichiarato la totale opposizione del suo Paese alla normalizzazione delle relazioni con Israele.
La presa di posizione arriva dopo l’esplicito invito del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il leader americano ha chiesto ai paesi della regione di aderire ai cosiddetti Accordi di Abraham prima della conclusione di un potenziale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
La difesa dell’ideologia nazionale e il nodo passaporti
Intervistato dall’emittente pakistana Samaa TV, il ministro Asif ha spiegato che Islamabad non sosterrà mai intese in aperto conflitto con le ideologie fondamentali dello Stato. “Come ci si può sedere con persone di cui non ci si può fidare nemmeno per un giorno?”, ha incalzato il capo del Pentagono pakistano.
Asif ha poi ricordato un dettaglio cruciale della politica interna: il Pakistan è l’unico Paese al mondo il cui passaporto specifica chiaramente che il documento non è valido per i viaggi in Israele.
La strategia di Trump e il parallelo con i negoziati iraniani
Donald Trump sta spingendo con forza per l’espansione degli Accordi di Abraham, indicando l’Arabia Saudita e il Qatar come i prossimi firmatari necessari. Secondo il presidente USA, l’adesione dei Paesi musulmani dovrebbe essere un prerequisito obbligatorio, visti gli sforzi di mediazione messi in campo da Washington in Medio Oriente.
Tuttavia, molti osservatori internazionali ritengono che la mossa di Trump sia un tentativo di condizionare i futuri accordi con l’Iran. Nonostante l’opposizione formale agli accordi di normalizzazione, il Pakistan continua a svolgere un ruolo chiave come mediatore riservato nei colloqui diplomatici tra Teheran e Washington.