(AGENPARL) - Roma, 23 Maggio 2026 - – Nel giorno del ricordo della strage di Capaci – a trentaquattro anni dall’attentato mafioso in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro – la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha partecipato nell’aula magna dell’Università degli studi di Perugia al convegno dal titolo “Le mafie uccidono. La memoria resiste”, un’iniziativa per richiamare il valore della memoria come impegno concreto per le istituzioni e per le nuove generazioni.
“La strage di Capaci rappresenta una delle ferite più profonde della storia repubblicana, ma è anche una delle pagine che più ci interrogano sul significato del servizio pubblico, del senso dello Stato e della responsabilità individuale – ha detto la presidente Proietti -. Ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta significa custodire una testimonianza di coraggio, integrità e dedizione che continua a parlare al nostro presente”.
L’attentato mafioso del 23 maggio 1992 segnò profondamente il Paese e aprì una stagione di forte reazione civile e istituzionale contro la criminalità organizzata. Da allora quella data è diventata un simbolo della lotta alla mafia e della difesa dei principi di legalità e giustizia.
“La loro eredità ci ricorda che la legalità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che si costruisce attraverso scelte coerenti, comportamenti responsabili e rispetto delle istituzioni – prosegue la presidente -. Le istituzioni hanno il dovere di trasmettere alle giovani generazioni il valore dell’impegno civico e della partecipazione, perché il contrasto a ogni forma di illegalità passa anche dalla cultura, dall’educazione e dalla consapevolezza”.
Nel ricordare le vittime della strage, la presidente ha sottolineato inoltre l’importanza di mantenere viva una memoria capace di trasformarsi in azione e responsabilità collettiva: “Ricordiamo il sacrificio di queste persone che sono eroi dello Stato, il modo più autentico per onorare chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato è continuare ogni giorno a costruire una società fondata sulla giustizia, sulla trasparenza e sul rispetto delle regole. Perché la mafia esiste ancora e non dobbiamo avere paura di parlarne, di affrontarla e combatterla in ogni nostro ruolo e con gli strumenti a disposizione. Quando ero sindaco di Assisi mi sono imbattuta nella criminalità organizzata per la vicenda dell’hotel Subasio raggiunto da più interdittive antimafie e ho fatto di tutto per restituire la struttura alla comunità. Oggi ricorriamo a istituti come la Commissione consiliare antimafia e la fondazione antiusura, questo per dire che l’impegno deve essere continuo e intenso per riaffermare la legalità e per onorare gli eroi dello Stato”.
In conclusione la presidente Proietti, rivolgendosi anche agli studenti presenti in aula, ha detto: “La memoria non appartiene soltanto al passato: è una responsabilità di oggi verso il futuro”.
Port/AM
