(AGENPARL) - Roma, 21 Maggio 2026 - L’Italia rappresenta uno dei principali hotspot europei per la biodiversità vegetale e apistica: oltre 10.000 taxa tra specie e sottospecie botaniche censite, più di 1.100 specie di apoidei e un patrimonio unico costituito da oltre 60 mieli uniflorali riconosciuti. In questo contesto, il miele diventa non solo un prodotto agroalimentare, ma un vero indicatore ecologico e territoriale. È su queste basi che è stato presentato, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, il progetto “L’Alveare Parlante. Storie d’apicoltura e geografie dei mieli®”, iniziativa di carattere tecnico‑divulgativo dedicata alla valorizzazione dell’apicoltura italiana.
Il progetto, ideato e curato dalla giornalista Valentina Calzavara e patrocinato dall’Osservatorio Nazionale Miele e da Coldiretti API, si propone di integrare approccio scientifico, analisi sensoriale e narrazione territoriale. L’obiettivo è costruire una mappatura nazionale delle eccellenze apistiche attraverso un bando collegato al concorso Tre Gocce d’Oro – Grandi Mieli d’Italia, che annualmente valuta la qualità dei mieli italiani mediante parametri analitici, melissopalinologici e sensoriali certificati.
La selezione prevede l’individuazione, da parte di una giuria di esperti, di circa venti apicoltori e apicoltrici che diventeranno “ambasciatori” del progetto. La rappresentanza sarà strutturata per coprire le principali macro‑aree ecologiche del Paese: pianure, sistemi collinari e montani, contesti marittimo‑costieri. Il percorso, che si concluderà nel maggio 2027, comprenderà attività di storytelling tecnico, interviste, reportage territoriali e iniziative di divulgazione orientate sia al pubblico generalista sia agli operatori del settore.
Durante la presentazione, il senatore Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione del Senato, ha evidenziato il ruolo strategico dell’apicoltura come presidio ambientale e componente essenziale delle filiere agroalimentari. La biologa Lucia Piana, responsabile scientifica dell’Osservatorio Nazionale Miele, ha sottolineato come ogni miele rappresenti una “fotografia biochimica” del paesaggio, frutto dell’interazione tra flora nettarifera, condizioni pedoclimatiche e tecniche apistiche.
Il contributo accademico è stato fornito da Mariacristina Villani, botanica ed ecologa vegetale dell’Università di Padova, che ha richiamato l’attenzione sullo stato di conservazione degli impollinatori: 34 specie di api native risultano attualmente minacciate, un dato che conferma la necessità di rafforzare le attività di monitoraggio, divulgazione e gestione sostenibile degli habitat.
L’iniziativa assume inoltre un valore simbolico nel contesto del 2026, Anno internazionale delle donne agricoltrici, come ricordato dall’on. Marina Marchetto Aliprandi, che ha evidenziato il ruolo crescente delle donne nelle attività apistiche, sia nella gestione aziendale sia nei percorsi di educazione ambientale.
L’Alveare Parlante si configura dunque come un progetto ibrido, a cavallo tra ricerca, comunicazione e valorizzazione territoriale, capace di restituire una visione sistemica dell’apicoltura italiana: un settore che, oltre alla produzione di miele, svolge una funzione cruciale per la sicurezza alimentare, la resilienza degli ecosistemi e la qualità del paesaggio agrario.