(AGENPARL) - Roma, 17 Maggio 2026 - Fonti vicine ai negoziati mediati dal Pakistan delineano un quadro di rottura totale tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti, incapaci di ottenere una resa definitiva attraverso la pressione militare, stanno tentando di imporre al tavolo diplomatico condizioni definite “eccessive” dall’Iran, senza offrire in cambio alcun allentamento della pressione economica.
Le precondizioni di Teheran: L’Iran subordina l’inizio di ogni trattativa a 5 punti fermi:
- Cessate il fuoco globale, con priorità assoluta al fronte libanese.
- Revoca totale delle sanzioni economiche.
- Sblocco immediato dei fondi sovrani congelati all’estero.
- Risarcimento dei danni causati dalle operazioni militari USA/Israele.
- Sovranità su Hormuz: riconoscimento formale del controllo iraniano sullo Stretto.
La risposta di Washington: La Casa Bianca ha respinto le richieste iraniane rilanciando con pretese ancora più rigide:
- Consegna del materiale fissile: Il trasferimento immediato di circa 400 kg di uranio arricchito sotto custodia statunitense.
- Restrizioni radicali: Nuovi vincoli ventennali al programma nucleare.
- Nessuna concessione finanziaria: Rifiuto totale su risarcimenti e sblocco dei fondi prima della fine del programma nucleare.
Conclusione: La dinamica rivela uno squilibrio strutturale: gli USA cercano per via diplomatica la “vittoria” che è sfuggita sul campo di battaglia, mentre l’Iran alza il muro delle riparazioni. Il risultato è un’impasse che rischia di riaccendere il conflitto armato in tempi brevi.
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