(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2026 - "L'avvocatura italiana sta perdendo migliaia di professionisti, soprattutto giovani e donne. Troppi guadagnano poco, troppi lasciano la professione, troppi praticanti rinunciano ancora prima di iniziare. E mentre servirebbero più tutele, più innovazione e una professione finalmente al passo coi tempi, arriva una riforma che così serve a poco. Si torna indietro sull'esame da avvocato, restano obblighi e rigidità che scoraggiano i giovani, mentre chi è già ai vertici potrà restarci ancora più a lungo. Scarsa la risposta concreta a chi vive precarietà, monocommittenza, compensi insufficienti. La verità è semplice: serve un vero rilancio dell'avvocatura, che non si attua solo difendendo il passato. La si rilancia dando spazio ai giovani e rendendo questa professione più moderna e sostenibile".
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