(AGENPARL) - Roma, 2 Maggio 2026 - La cooperazione nel settore della difesa tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti ha raggiunto un livello operativo senza precedenti nelle ultime ore. Secondo le analisi tecniche fornite da fonti della difesa israeliana, lo Stato ebraico ha schierato sul suolo emiratino batterie del sistema Iron Dome, supportate da personale specializzato dell’IDF per la gestione delle operazioni. È il primo impiego operativo su vasta scala del sistema al di fuori dei confini israeliani.
Dettagli dell’accordo e tecnologia laser
L’intesa tra i due Paesi, consolidatasi d’urgenza a causa dell’escalation regionale, prevede anche l’impiego del sistema laser Iron Beam. Questa tecnologia d’avanguardia, progettata per neutralizzare minacce a corto raggio con costi operativi minimi, lavora in sinergia con il sistema di sorveglianza Spectro. Quest’ultimo è in grado di individuare droni e velivoli senza pilota a una distanza di 20 chilometri, garantendo una protezione totale alle infrastrutture energetiche e civili degli Emirati.
Un nuovo paradigma per il Medio Oriente
Il successo delle intercettazioni registrate tra ieri e oggi conferma l’efficacia del coordinamento strategico tra Abu Dhabi e Gerusalemme. Questo “scudo” non ha solo una valenza militare, ma politica: permette agli Emirati di gestire la propria agenda internazionale con una sicurezza maggiore, contando su una delle tecnologie di difesa aerea più avanzate al mondo. L’integrazione dei sistemi radar e di intelligence sta riscrivendo i protocolli di sicurezza dell’intera area del Golfo.
